Uber alla conquista dei mercati emergenti: focus sul Sud Est asiatico - CorCom

STRATEGIE

Uber alla conquista dei mercati emergenti: focus sul Sud Est asiatico

Il ceo Dara Khosrowshahi: “Nei prossimi dieci anni le persone esigeranno servizi on demand, a partire da quelli automobilistici”

23 Ott 2019

Antonio Dini

Le difficoltà a penetrare il mercato cinese, controllato dalla concorrente locale Didi, e il resto del sudest asiatico, non frena le ambizioni del Ceo di Uber, Dara Khosrowshahi.
L’India in particolare è il mercato principale del prossimo decennio, secondo Uber. Le sue “caratteristiche di profittabilità” stanno migliorando e i suoi consumatori, nonostante sia molto competitivo, costituiscono una opportunità strategica per Uber.

«Se guardiamo alla crescita di Uber dei prossimi dieci anni – ha detto Khosrowshahi alla stampa americana – i suoi momenti più importanti saranno quelli determinati da mercati come l’India, l’Africa, il Medio Oriente più che le aree di mercato che abbiamo sviluppato negli Usa e in Europa».
Il problema di Uber è semplice. Negli Usa, il mercato principale per Uber, c’è la concorrenza serrata di Lyft che richiede di trovare altre aree di espansione. Lo scorso trimestre l’azienda ha registrato il bilancio perdita e non ha detto quando si aspetta di tornare in utile. In questo periodo il Ceo dell’azienda sta cercando di convincere gli investitori che ci sono margini di crescita non solo dai servizi di trasporto ma anche dalla logistica e dalle consegne del cibo. E adesso anche dall’espansione verso altre aree geografiche: un progetto di lungo periodo che Uber comunica per dare prospettiva alle sue attività al di là della concorrenza che vedrà nel breve e medio periodo.

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L’anno scorso l’azienda aveva già annunciato che avrebbe aumentato i suoi investimenti in India, dopo aver venduto le sue attività del sudest asiatico a un gruppo di investitori di Singapore. Invece, a marzo ha comprato la rivale Careem, con sede e attività nel Medio Oriente.
Uber oggi è operativo in circa 40 città indiane, producendo nel subcontinente circa l’11% delle corse globali. Ma sta facendo fatica a far crescere il business della consegna del cibo, nonostante gli incentivi, per via della competizione serrata di rivali locali come Zomato e Swiggy.

Secondo il Ceo di Uber però i margini di crescita sono sempre presenti. «Per le nuove generazioni possedere un’auto non è più un sogno, il vero sogno è di essere liveri. Cioè sostanzialmente avere qualsiasi cosa come un servizio on demand. Alle volte il possesso di un’auto è una trappola che impedisce l’innovazione. L’India può evitare questo tipo di trappola».

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