L'ACCORDO

Uber e It Taxi integrano le loro app: pace storica nella mobilità digitale

La società di ride hailing americana potrà operare in tutte le città d’Italia ma impegnandosi a usare gli autisti certificati del consorzio per i taxi oppure gli Ncc. L’offerta partirà da giugno a Roma. L’adesione dei tassisti è volontaria

24 Mag 2022

Patrizia Licata

giornalista

taxi

È una pace storica quella firmata tra il consorzio dei tassisti italiani It Taxi e la piattaforma americana degli autisti privati Uber. Le due aziende hanno siglato un’alleanza strategica con cui integreranno le rispettive app: i clienti di entrambi i servizi confluiranno sulla stessa piattaforma.

In questo modo Uber potrà operare in tutte le città italiane usando i tassisti certificati di It Taxi, il più grande consorzio italiano nella interconnessione tra la domanda e l’offerta di servizi taxi in Italia attraverso l’app It Taxi. I tassisti aderenti a It Taxi potranno invece ampliare la clientela raggiunta, soprattutto tra i giovani e gli stranieri, che già conoscono e usano Uber,  la app globale di mobilità in ride hailing attiva in oltre 10mila città del mondo.

La partnership sarà operativa a partire dal mese di giugno a cominciare da Roma e sarà gestita a livello tecnico da Splyt, system integrator e partner tecnologico di Uber e di It Taxi per questa iniziativa.

Uber assegnerà le “sue” corse ai taxi o agli Ncc

“Dopo diversi mesi di trattativa siamo riusciti a convincere Uber a operare in Italia nel rispetto della legge 21/92“, ha detto Loreno Bittarelli, presidente di It Taxi riferendosi alla legge quadro per il trasporto, “e a collaborare con noi integrandosi con la nostra app It Taxi. D’ora in poi Uber si impegna ad assegnare i servizi Ncc agli Ncc, e i servizi taxi ai taxi, mentre in precedenza Uber usava solo gli Ncc. L’integrazione delle due applicazioni sarà operativa tra circa un mese”.  I tassisti potranno aderire su base volontaria, facendo presente alla relativa amministrazione l’intenzione di essere integrati nel sistema, mentre Uber si è impegnato a servire i clienti taxi soltanto tramite l’app.

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Grazie a questo accordo oltre 12mila taxi operativi in circa 90 città italiane, aderenti alle principali sigle radiotaxi del consorzio ItTaxi, avranno la possibilità di migliorare il servizio diminuendo i tempi di attesa e di raggiungere anche la base utenti, sia nazionale sia straniera, dell’app di Uber, tenuto conto che nel corso del 2021, l’app Uber in Italia è stata aperta circa 6,7 milioni di volte dagli utenti per richiedere una corsa, si legge nella nota con cui le due aziende annunciano  l’avvio di una partnership strategica nel settore del trasporto pubblico con taxi.

Il “ritorno” di Uber: partnership nelle città

“L’accordo siglato con Uber è un traguardo importante che porterà progressivamente più corse ai tassisti del nostro consorzio. Si tratta di un passo avanti per il nostro lavoro e un servizio in più per i clienti che hanno bisogno di muoversi agilmente nelle principali città italiane”, ha detto Bittarelli. “Grazie a questa partnership potremmo lavorare di più e meglio, sfruttando le nuove opportunità questo accordo porterà”.

“Uber ha una lunga storia di partnership con il settore per fornire ai conducenti maggiori opportunità di guadagno e ai passeggeri un’ulteriore opzione di trasporto. Siamo molto felici della partnership con ItTaxi che ha l’obiettivo di offrire nuove opportunità a milioni di utenti e migliaia di autisti taxi di diverse città italiane. Siamo determinati a essere un vero partner per il settore dei taxi in tutta Italia e siamo entusiasti di iniziare un nuovo capitolo di fiducia e cooperazione”, è la dichiarazione ufficiale di Dara Khosrowshahi, ceo di Uber.

Innovazione tecnologica per il trasporto pubblico

Uber ha un punto di forza nella notorietà del marchio anche tra gli utenti internazionali e l’alto livello di innovazione tecnologica, afferma It Taxi. Il consorzio afferma di essere attualmente l’unico network di taxi in Italia in grado di garantire al servizio nato a San Francisco la capillarità e gli standard tecnologici all’altezza della competitività del mercato.

Il successo di Uber con il servizio UberBlack, operato da Ncc, riscontrato in alcune città italiane (Milano, Roma, Torino, Firenze e Bologna, Catania e Palermo) e Uber Taxi (a Napoli e Torino) ha offerto il contesto in cui inserire tale accordo: da un lato la visibilità e l’accessibilità della domanda presso un’ampia fetta di utenti italiani e stranieri a favore di It Taxi; dall’altra l’esperienza dei professionisti del consorzio It Taxi nell’ambito della mobilità urbana nel nostro paese su cui Uber può far leva.

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