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IL SERVIZIO

Uber Pop, Alfano conferma la linea dura: “Sanzioni fino a 335 euro”

Il ministro dell’Interno rassicura i tassisti: “Contrastiamo chi utilizza un mezzo privato per svolgere un servizio pubblico, nessun passo indietro”

04 Mag 2016

F.Me

“La linea già stabilita da diverse Prefetture di contrastare in maniera chiara chi utilizza un mezzo privato per svolgere un servizio pubblico non autorizzato, resta pienamente confermata. Non esiste infatti nessuna ‘circolare Alfano’ che consentirebbe di non sanzionare il servizio Uber Pop”. Così il ministero dell’Interno sulle proteste di oggi dei tassisti a Milano contro Uberpop.

“Semmai – rileva il Viminale – esiste una circolare del Dipartimento di Pubblica Sicurezza, inviata, l’11 marzo del 2016, ai dirigenti dei Compartimenti di Polizia Stradale, con il chiaro intento di trasmettere il parere del Consiglio di Stato secondo il quale viene mantenuta l’applicabilità della sanzione prevista dall’art. 82 del Codice della Strada, laddove venga accertato l’utilizzo del veicolo per una destinazione o uso diversi da quelli indicati sulla carta di circolazione, nei confronti del conducente del veicolo, utilizzato per trasporto di persone ed effettuato attraverso nuove forme di organizzazione e gestione telematica Uber e Uber pop”.

“In particolare – rileva il ministero – è bene sottolineare che la sanzione di cui al citato art. 82 – sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 84 a euro 335 cui consegue anche quella accessoria della sospensione della carta di circolazione da 1 a 6 mesi che, in caso di recidiva, va dai 6 ai 12 mesi – non rappresenta una sanzione minima né l’attuazione di una linea morbida quanto l’individuazione di una fattispecie certa e tipica, a legislazione vigente, applicabile all’ipotesi di violazione”.

La precisazione arriva dopo la mobilitazione dei tassiti milanesi contro Uber che hanno bloccato le loro auto per protestare contro la “circolare Alfano” che, secondo la loro interpretazione, avrebbe riabilitato il servizio UberPop.

Sulla vicenda Uber il presidente nazionale di Uri-Uritaxi, Loreno Bittarelli, e il coordinatore nazionale di Unica Filt Cgil, Nicola Di Giacobbe, chiedono “al Governo e ai ministri preposti un incontro urgente e un intervento chiarificatore, prima che dalle proposte si passi alla proclamazione del fermo nazionale del servizio”.

I sindacati, si legge in una nota, chiedono “un immediato incontro con il Governo” in seguito alle “promesse dell’avvio di un tavolo tecnico ricevute il 5 aprile 2016 durante l’incontro con il Ministero delle Infrastrutture e Ministero dello Sviluppo Economico, dopo la diffida inviata al Ministero dell’Interno dalle organizzazioni sindacali e associazioni di categoria Un.i.c.a. taxi Filt CGIL, Uritaxi e Uri, nella quale si chiede l’immediato ritiro della circolare del 11.3.16 (n. 300/A/1842/16/113/1)”.

“Le continue esternazioni da parte di funzionari e dirigenti dei vari Ministeri stanno creando confusione all’interno di una categoria che, chiede solo il ripristino della legalità e la legittima lotta alle varie forme di abusivismo, in un mercato, quello del trasporto pubblico, che è sotto l’attacco di variemultinazionali che vogliono solo la deregolamentazione del sistema”, concludono Bittarelli e Di Giacobbe.

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