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OSSERVATORIO POLIMI

Un’Agenda digitale anche per le professioni

Oltre alle aziende bisogna pensare anche alle professioni. Servono incentivi economici per informatizzarli, defiscalizzazione negli investimenti in tecnologia e alfabetizzazione digitale. Perego (Polimi): “Negli studi professionali ancora molti ostacoli alla diffusione dell’Ict”

18 Ott 2013

Claudio Rorato

Competitività in crisi, Paese che stenta a coprire il digital divide, PA ancorata a prassi lavorative farraginose e con una bassa propensione a innovare. Le grandi aziende – poche in Italia – hanno mezzi e risorse per navigare con il mare in tempesta. Le micro, piccole e medie imprese un po’ meno.

Le risorse finanziarie fanno fatica a trovarle dal sistema bancario, quelle di contenuto fiscale, amministrativo, legale, previdenziale, sono disponibili sul mercato dei professionisti, da sempre vero prolungamento dell’impresa. Per le nostre piccole e medie imprese l’avvocato, il commercialista, il consulente del lavoro non sono solo dei fornitori di “know-how specialistico” ma molto di più. Proprio perché di piccole dimensioni, le aziende – spina dorsale del nostro sistema produttivo – “prendono da fuori” ciò che non possono permettersi di avere all’interno. Il professionista spesso affianca l’imprenditore, lo consiglia sulle operazioni importanti, conosce e tratta i delicati dati aziendali, gestisce il bilancio e, spesso, la registrazione delle fatture, amministra il personale, con tutte le situazioni delicate che ciò comporta, si occupa del recupero crediti e imposta atti con effetti giuridici importanti. L’impresa non è più soggetto, ma sistema. E al suo interno hanno un ruolo di rilievo anche i professionisti. “Da qui l’idea di un Osservatorio in cui si potranno confrontare domanda, offerta e mondo associativo – spiega Alessandro Perego, Ordinario al Politecnico di Milano e Responsabile Scientifico dell’Osservatorio – per comprendere le difficoltà che ostacolano la diffusione delle Ict negli studi professionali e misurarne il grado di diffusione”.

Oltre ai player del mondo della tecnologia e dei servizi, saranno presenti i Consigli Nazionali di ciascuna categoria, insieme a Confindustria Digitale, Comufficio, Anorc, Xbrl Italia e il Comune di Milano, sensibile alle categorie professionali. “Il processo civile telematico, l’introduzione dei pagamenti elettronici anche per professionisti, la fatturazione elettronica verso la PA, sono solo alcuni degli impatti che l’Agenda digitale a breve avrà sui professionisti”.

Come si possono immaginare provvedimenti a sostegno di micro, piccole e medie imprese, senza tener conto del loro “prolungamento professionale?”. Anche gli studi sono, in prevalenza, di piccola dimensione. Sostenerli significa aiutare anche le imprese a continuare a usufruire dei loro servizi. Come? Incentivi economici seri per informatizzarli, defiscalizzazione degli investimenti in tecnologia, alfabetizzazione digitale in collaborazione con gli Ordini territoriali, sviluppo di iniziative congiunte con l’associazionismo d’impresa per migliorare l’integrazione tecnologica. Se manca la visione sistemica, le singole parti viaggeranno a velocità diverse, creando inefficienza e sprechi. “Dai risultati delle survey verticali, condotte su ciascuna professione – conclude Perego – trarremo le conclusioni. Insieme ai partner economici e istituzionali dell’Osservatorio proporremo delle azioni a sostegno delle professioni, forniremo una base conoscitiva comune a tutti i partecipanti, affrontando i diversi temi non solo in chiave giuridica, ma anche comportamentale”.

I lavori dell’Osservatorio inizierannonel mese di ottobre, anche se il “calcio d’inizio” è stato dato a metà luglio, tracciando le linee guida dei mesi successivi. I workshop intermedi – tra ottobre e dicembre – affronteranno alcuni temi “caldi”: dematerializzazione dei documenti, cloud, utilizzo di standard nella comunicazione dei dati alla PA e tra professionisti, processo civile telematico e tributario, per comprendere anche le continuità tra una professione e l’altra. Esperti, ricercatori e professionisti con le loro “best practice” si alterneranno nelle diverse sessioni lavorative per fornire aggiornamenti e spunti per riflessioni, sollecitando il confronto e agevolando l’attività di networking, in grado di arricchire l’esperienza collegiale. L’evento finale, a gennaio 2014, presenterà i dati delle survey e sarà un momento di scambio di opinioni tra domanda, offerta e istituzioni. L’intento è suscitare più attenzione nei confronti di chi, garante per lo Stato nella produzione di atti giuridici e trasmissione di dati, è un motore utile per lo sviluppo delle imprese. Perché “se si parla di professionisti in realtà si parla di imprese”.