IL PROGETTO

Un cervello digitale per Industria 4.0, la scommessa dell’Europa

DigitBrain si aggiudica il bando Horizon 2020: una rete di 14 Stati in campo per sviluppare un sistema che replica i processi di produzione. Coinvolto il Centro di competenza italiano Start 4.0

24 Lug 2020

Antonio Dini

Via ai primi esperimenti supervisionati dal Centro di competenza Start 4.0, l’associazione pubblico-privata nata nel 2019 per volontà del Mise all’interno del piano Industria 4.0.

Il primo, che ha vinto un bando europeo Horizon 2020, è basato su una rete che coinvolge 14 Stati della Ue, 9,5 milioni di finanziamenti e le tecnologie dell’intelligenza artificiale e dei Big data. Il progetto si chiama DigitBrain e ha come obiettivo la creazione di un cervello digitale che replica i processi di produzione e democratizza i processi dell’industria manifatturiera per la Pmi.

La vittoria del bando Horizon 2020 è strategica per Start 4.0 perché si tratta del più grande programma di ricerca e innovazione del mondo, finanziato dall’Unione europea. E lo è in modo particolare soprattutto in questa fase in cui, di fronte all’incertezza economica e all’impossibilità di valutare gli effetti a lungo termine della pandemia, sono la ricerca e l’innovazione ad essere la leva giusta per guidare le Pmi nella ripartenza. «La transizione digitale – dice in un comunicato Start 4.0 – è centrale per stimolare crescita e competitività».

Nell’ambito del progetto DigitBrain, Start 4.0 è entrato a far parte di un consorzio internazionale composto da 36 soggetti, capace di mettere insieme imprese e partenariati provenienti dall’Italia, Germania, Spagna, Ungheria, Repubblica Ceca, Olanda, Danimarca, Russia, Finlandia, Romania, Estonia, Austria e Regno Unito. Tra questi, spicca il centro di ricerca Fraunhofer per lo sviluppo della ricerca applicata, l’organizzazione tedesca che raccoglie 60 istituti di ricerca applicata sulle tecnologie più avanzate: un ponte tra la ricerca e le imprese che viene considerato da anni un modello a livello Europeo.

Il progetto DigitBrain utilizzerà i suoi fondi per condurre le attività di innovazione volte allo crescita e all’integrazione di una serie di piattaforme sviluppate durante progetti di innovazione precedenti, come il progetto H2020 CloudiFacturing e le piattaforme industriali Fiware e Ids, implementando il concetto di “digital twin”, gemello digitale, con un approccio innovativo, chiamato “Digital Product Brain” (Dpb) e un modello di business intelligente chiamato “Manufacturing-as-a-Service”(MaaS).

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L’obiettivo del progetto, spiegano da Start 4.0, è quello di sviluppare un cervello digitale, altamente tecnologico e modulabile a seconda del contesto, che sia in pratica un’evoluzione del concetto di “digital twin”. Uno strumento, inoltre, aperto e scalabile a disposizione delle Pmi manifatturiere, per consentire loro di accedere a impianti di produzione avanzati in modo tale da poter raccogliere e scambiare dati in massima sicurezza e velocità, al fine di acquisire e valutare l’andamento del ciclo di vita di un prodotto.

Questa impostazione permetterà di trattare la capacità manifatturiera come un software, grazie ad uno strumento integrato che sfrutta sensori, dispositivi “Internet of things industriali” (IIoT), sistemi di produzione cyber-fisici (Cpps), dati, modelli e algoritmi.

Lo sviluppo del DigitBrain, ispirato dai principi di innovazione tecnologica e sostenibilità della produzione, è dedicato al settore manifatturiero ma, per le sue caratteristiche, è applicabile in molti altri domini a partire dalle infrastrutture complesse come i porti navale, gli aeroporti, i viadotto autostradali.

All’interno del progetto Start 4.0 avrà due funzioni. In primo luogo, nel progetto sono previsti sei Digital Innovation Hub (Dih) europei, entità di accentramento e moltiplicazione dei risultati del progetto che puntano a creare il contesto nel quale tutti i soggetti coinvolti nel ciclo di vita di un prodotto possano dialogare, dalle Pmi manifatturiere ai produttori di macchine, dai fornitori di tecnologia ai clienti finali. Per il territorio del Sud Europa questo ruolo sarà svolto da Start 4.0. Tra i compiti riservati a Start 4.0 ci sono quello di attirare finanziamenti nazionali e regionali, promuovere e gestire il processo di “Open Call”, orientare le parti interessate del settore manifatturiero e contribuire alla creazione di un network di Pmi per co-creare e sperimentare innovazioni digitali.

In secondo luogo, durante il progetto sono previsti 21 esperimenti (sette in svolgimento alla partenza del progetto) per validare la soluzione DigitBrain e alimentare la piattaforma con informazioni provenienti da più aree del settore manifatturiero. Questo sarà il secondo ruolo di Start 4.0, che avrà il compito di supervisionare e accompagnare i partner di due progetti pilota: Digital style, per la filiera del Fashion di lusso, e Digital Brain for Laser-Cutting and Forming of Aluminium per i sistemi di produzione dell’alluminio. Svolgerà un ruolo significativo la genovese Stam, associata di Start 4.0.

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