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Un maxi grid per “salvare” l’acqua: la nuova sfida Ibm

Big Blue impegnata nei progetti coordinati dall’università della Virginia, dal centro di ricerca di Tsinghua in Cina e dall’Inforium Bioinformatics brasiliano. In campo la potenza di calcolo di 1,5 milioni di macchine del World Community Grid per simulare modelli “anti-inquinamento”

07 Set 2010

Ibm rafforza il suo impegno “verde”. Il World Community Grid di
Ibm, la rete mondiale di Pc “volontaria”, debutta con nuovi
progetti che si propongono di sviluppare tecniche per la produzione
di acqua più pulita e più sicura, soprattutto a beneficio di quel
1,2 di persone che nel mondo ne sono prive.

Nello specifico gli scienziati sfrutteranno il World Community
Grid, supportato da Ibm, per eseguire simulazioni online, elaborare
numeri e per progettare un’energia più pulita, curare le
malattie e produrre alimenti base più sani. “La potenza di
elaborazione è fornita da una rete di 1,5 milioni di Pc di 600mila
volontari da tutto il mondo, i cui computer eseguono i calcoli per
gli scienziati nei momenti in cui le macchine sarebbero altrimenti
sottoutilizzate”, precisa Big Blue.

Tre i progetti in campo. Il Watershed Sustainability Project
dell’Università della Virginia si avvarrà del World Community
Grid per alimentare il suo progetto “UVa Bay Game/Analytics”,
che simula i possibili effetti delle politiche agricole,
commerciali e industriali sulla Baia di Chesapeake. Questo corso
d’acqua è un estuario vitale sulla costa orientale degli Stati
Uniti, e si espande per oltre 166.000 chilometri quadrati, con più
di 18.000 chilometri di linea di costa, ospitando circa 17 milioni
di persone. L’iniziativa simulerà e analizzerà i risultati
delle scelte compiute sulla base degli interessi talvolta in
conflitto di pescatori, agricoltori, imprenditori edili,
progettisti di centrali elettriche, ambientalisti, esperti
forestali e urbanisti.

Il progetto “Computing For Clean Water” sta prendendo il via
presso il Centre for Novel Multidisciplinary Mechanics, da poco
lanciato, dell’Università Tsinghua in Cina. L’idea è
sviluppare modi per filtrare e depurare l'acqua inquinata,
oltre che per convertire l'acqua salata in acqua dolce
potabile, con meno costi, complessità ed energia rispetto alle
tecniche attuali.
Il progetto punta a ridurre la pressione e l’energia richieste
per forzare il passaggio dell’acqua attraverso pori microscopici,
di dimensioni nanometriche, in tubi di carbonio, i cui piccoli fori
impediscono la trasmissione di materiale organico nocivo. Gli
scienziati devono produrre milioni di simulazioni al computer per
modellare l’interazione delle molecole d’acqua tra loro e
rispetto alle pareti di questi nanotubi di carbonio.
Sotto la guida dell’Università Tsignhua partecipano al progetto
ricercatori da tutto il mondo, tra cui quelli dell’Università di
Sidney e l’Università di Monash; oltre al Citizen Cyberscience
Centre, con sede a Ginevra, Svizzera.

Una terza iniziativa, che sarà gestita sul World Community Grid
dall’Inforium Bioinformatics brasiliano, in collaborazione con
Fiocruz-Minas, sta cercando una cura per la schistosomiasi, una
grave parassitosi presente soprattutto nelle regioni tropicali,
incubata e trasmessa attraverso l’acqua inquinata.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità elenca questa malattia
tra quelle più rischiose. Uccide da 11mila a 200mila di persone
ogni anno e infetta circa 210 milioni di individui in 76 paesi.
Colpisce gravemente i paesi sottosviluppati, causando ogni anno un
carico di circa 1,7 milioni di anni di vita persi per disabilità
(Daly). Anche se il farmaco Praziquantel è in larga misura
efficace nel trattamento della malattia da oltre 25 anni, i ceppi
farmaco-resistenti sono un motivo di preoccupazione.

Utilizzando le informazioni prodotte da un progetto precedente, che
ha decodificato il genoma dello Schistosoma, i ricercatori
tenteranno ora di identificare i bersagli proteici per nuovi
possibili trattamenti farmacologici. Si serviranno del World
Community Grid per vagliare fino a 13 milioni di composti reperiti
nel database di zinc.docking.org, rispetto a 180 strutture di
proteine interessate dal parassita. Anche se ciò potrebbe non
portare a nuovi farmaci nell’immediato, darà un nuovo impulso
allo studio di questa malattia.

Ibm ha donato i server, il software, i servizi e la competenza
tecnica per creare l’infrastruttura per il World Community Grid e
fornisce gratuitamente hosting, manutenzione e supporto.
“Le persone possono donare il tempo dei propri computer per
questi e molti altri progetti umanitari registrandosi su
www.worldcommunitygrid.org, e installando un piccolo programma
software gratuito, discreto e sicuro sui propri Pc che lavorano con
Linux, Microsoft Windows o Mac OS”, ricorda Ibm.

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