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LA COMPETITION

Un nome per il “rover” diretto su Marte, al via il concorso

Il lancio è previsto tra due anni, il 24 luglio 2020, nell’ambito della missione ExoMars 2020 nata dalla collaborazione tra l’Agenzia spaziale europea e la russa Roscosmos. Il robot perforerà la superficie marziana fino a due metri di profondità a caccia di tracce di vita

23 Lug 2018

Giorgia Pacino

Si accettano suggerimenti. L’Agenzia spaziale europea (Esa) ha lanciato un concorso per scegliere il nome da dare al rover della missione ExoMars 2020. Pronto al lancio tra due anni, il robot è parte fondamentale della missione: perforerà la superficie marziana fino a due metri di profondità, grazie a un trapano di produzione italiana, a caccia di tracce di vita. Nata da una collaborazione tra l’Esa e l’Agenzia spaziale russa Roscosmos, ExoMars 2020 permetterà di analizzare l’evoluzione del pianeta rosso e verificare se esistono le condizioni per l’esistenza di forme di vita.

Il rover sarà il primo di questo tipo a muoversi sulla superficie di Marte. L’annuncio del concorso per dargli un nome è stato dato dall’astronauta dell’Esa Tim Peake al salone internazionale dell’Aerospazio 2018 di Farnborough, in Gran Bretagna. “Marte è una destinazione affascinante, un luogo dove gli esseri umani potranno lavorare in futuro al fianco dei robot, alla ricerca di vita nel Sistema Solare”, ha spiegato Peake. “Il rover ExoMars è una parte vitale del viaggio di esplorazione. Vi stiamo chiedendo di diventare parte di questa affascinante missione”.


Delle dimensioni di un’utilitaria, più grande dei colleghi Spirit, Opportunity e Curiosity della Nasa, il rover di ExoMars 2020 sarà il primo laboratorio mobile europeo su Marte. Il suo lancio è previsto tra due anni esatti, il 24 luglio 2020, la discesa su Marte il 19 marzo 2021. Imparata la lezione della missione 2016, compreso l’errore che ha causato lo schianto del lander Schiaparelli, i tecnici Esa stanno facendo numerosi test. La scelta del sito di sbarco avverrà nelle prossime settimane e sarà poi confermata un anno prima del lancio.

La missione ExoMars 2020 sarà la prima a combinare insieme la capacità di muoversi sulla superficie di Marte e la possibilità di studiarlo in profondità. Una volta arrivato sul pianeta rosso, il rover ancora senza nome raccoglierà campioni e li analizzerà sul posto. L’obiettivo è scoprire se la vita su Marte si sia rifugiata nel sottosuolo: la superficie del pianeta, privo di un’atmosfera come scudo protettivo, è bombardata dalle radiazioni solari e cosmiche che rendono impossibile la sopravvivenza all’aperto.

È invece già nell’orbita del pianeta rosso dal 2016 Trace Gas Orbiter (Tgo). Alla ricerca di gas atmosferici legati a processi geologici o biologici attivi, Tgo ha iniziato a mandare le prime immagini da Marte. Avrà un ruolo importante nel 2020, facilitando le comunicazioni con la Terra.

“Al tempo in cui ero giovane e sognavo l’esplorazione di Marte, questa missione sarebbe stata fantascienza”, ha detto David Parker, direttore di Human and Robotic Exploration dell’Esa. “Le missioni Esa sono parte della strategia europea che consiste nello sviluppare la tecnologia ed esplorare lo spazio, la Luna e Marte per acquisire conoscenze e vantaggi per le persone sulla Terra. Il concorso è finalizzato a ispirare molti in Europa e rendere il pianeta rosso un po’ più vicino a noi”.

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