L’INAUGURAZIONE

Una nuova “casa” a Pisa per il dominio .it

L’anagrafe digitale sarà ospitata in una struttura, costata 5 milioni, completamente autofinanziata dall’Istituto di informatica e telematica del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Oltre 3 milioni gli indirizzi “custoditi”

04 Feb 2020

A. S.

Si trova a Pisa la nuova casa del “registro.it“, un’anagrafe digitale in cui saranno custoditi gli oltre tre milioni di domini internet “.it”. A gestirla è l’Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle ricerche, il Cnr, che ha completamente autofinanziato la realizzazione del nuovo edificio, costata cinque milioni di euro. 

Per la costruzione è stata utilizzata una innovativa tecnica con l’utilizzo del legno, che ha l’ambizione di affermarsi come un modello per l’edilizia sostenibile del settore pubblico, grazie al fatto che contempla tutta una serie di innovazioni volte alla riduzione dei consumi energetici e al rispetto per l’ambiente: dalle applicazioni di domotica all’attenzione per la riduzione del consumo di suolo, fino alle soluzioni per il benessere termo-igrometrico e all’utilizzo per le fonti solari fotovoltaiche e termiche. Tra le innovazioni più importanti a servizio dell’edificio anche un sistema per il monitoraggio delle emissioni di CO2 e e uno per tenere sotto controllo le fonti di illuminazione naturale ed artificiale. 

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“Finalmente il Registro.it ha la sua casa, una sede tecnologicamente avanzata ed eco sostenibile adeguata ad ospitare uno degli snodi nevralgici dell’internet italiana – afferma Marco Conti, direttore dell’Iit-Cnr – Con questo ampliamento l’Istituto di Informatica guadagna un’importante disponibilità di spazi che verranno impiegati per crescere ancora ed affrontare le nuove sfide della ricerca e disegnare, sempre a Pisa e sempre al Cnr, l’Internet del futuro”. 

Registro.It è esempio di come la ricerca possa diventare tecnologia, e quindi creare occupazione e ricchezza – aggiunge Massimo Inguscio, presidente nazionale del Cnr – Grazie alla sua attività si finanziano borse di studi, progetti di ricerca e sedi con nuovi scenari ed orizzonti per la ricerca. Ma ciò non basta: è necessaria la sburocratizzazione della ricerca. Un ricercatore che necessita di un laser non può ottenerlo seguendo le attuali regole burocratiche. Non sta acquistando del semplice materiale di cancelleria”.

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