STRATEGIE

Una smart city nel Nord Italia: il nuovo piano di Huawei

L’annuncio del ceo Thomas Miao. “Confermiamo i nostri investimenti e stanziamo risorse aggiuntive per i progetti legati all’intelligenza artificiale”. Entro il 2020 taglio del nastro in due città dei primi “AI Innovation Center”

28 Mag 2020

Mila Fiordalisi

Direttore

Domenico Aliperto

Roma 28 settembre 2018, 5G SUMMIT © Francesco Vignali Photography

Stiamo lavorando per selezionare una città del Nord Italia in cui lanciare il nostro progetto di smart city”: lo ha annunciato oggi in conferenza stampa con i giornalisti italiani il ceo di Huawei Italia Thomas Miao. “Abbiamo inaugurato il nostro progetto due anni fa a Cagliari e quest’anno amplieremo l’iniziativa anche in tutta la Sardegna”, puntualizza Miao.

La pandemia da Coronavirus nonostante stia impattando sul business del colosso cinese – “gli effetti già si toccano e ci saranno per tutto l’anno”, ha detto Miao – non avranno ripercussioni sugli investimenti pianificati nel nostro Paese, assicura il manager. “Sono confermati e anzi aggiungiamo nuove risorse per i progetti legati all’intelligenza artificiale”. Miao annuncia a tal proposito il taglio del nastro entro fine 2020 di due “AI innovation center” in due città italiane “in via di selezione”. Il primo sarà focalizzato sulle attività business mentre il secondo agli sviluppatori e ai talenti nazionali.

In occasione della conferenza stampa Huawei ha presentato il white paper “Persone e tecnologia insieme contro la pandemia. Migliorare la digitalizzazione dell’Italia e promuovere le eccellenze del Paese”. (qui il white paper).

Il documento analizza le potenzialità dell’adozione di tecnologie 5G, Intelligenza Artificiale (IA), big data e cloud computing nell’ambito sanitario con un focus sul loro contributo nella prevenzione, nel controllo e nella cura del Covid-19. E l’orizzonte si amplia a tutti i settori con una serie di linee guida per promuovere la ripresa delle attività produttive del Paese accelerando proprio la realizzazione delle smart city.

“Dobbiamo capitalizzare questa esperienza – ha detto Miao riferendosi alla pandemia -. Dopo 16 anni di stretta collaborazione con l’ecosistema italiano e di contributo all’innovazione locale, in questo momento cruciale siamo impegnati a unire le forze per rilanciare il Paese utilizzando la tecnologia. A questo proposito il 5G, l’Intelligenza Artificiale e le Smart City possono svolgere un ruolo decisivo nel trasformare l’Italia in una Smart Nation. Si potrà dare impulso alla ripresa economica se questa evoluzione storica sarà sostenuta a livello decisionale, riconoscendo all’Ict il ruolo di settore strategico per il Paese e stabilendo regole chiare che promuovano la competizione di mercato”.

Respinta l’estradizione di Meng Wanzhou

Intanto non è sciolto il nodo dell’estradizione negli Stati Uniti di Meng Wanzhou, Cfo di Huawei e figlia del fondatore del colosso cinese Ren Zhengfei. Una sentenza provvisoria respinge la richiesta di estradizione: la manager continuerà a vivere in un palazzo di Vancouver sulla base di rigide condizioni di cauzione. “In questo caso si evidenzia il doppio requisito di criminalità per l’estradizione”, ha dichiarato il giudice della Corte Suprema della Columbia Britannica Heather Holmes nella sua sentenza di 23 pagine. “La domanda della signora Meng è quindi respinta”, ha aggiunto.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Zhao Lijian ha sollecitato l’immediato rilascio di Meng Wanzhou, affermando che “Canada e Usa hanno usato arbitrariamente il trattato bilaterale sulle estradizioni”, violando “sicurezza e diritti legittimi di un cittadino cinese”. Il governo canadese “dovrebbe correggere i suoi errori per evitare di danneggiare” i rapporti con Pechino.

La vicenda giudiziaria

La manager era stata arrestata in Canada il primo dicembre 2018 su richiesta degli Stati Uniti per il sospetto di aver violato le sanzioni americane contro l’Iran e la Siria. La direttrice finanziaria della Huawei ha sempre respinto tutte le accuse. Il giudice ha stabilito che le accuse contro Meng sostenute negli Stati Uniti sarebbero reato anche in Canada, pertanto il processo sulla sua estradizione può continuare. Tuttavia il giudice non si è espresso sul fatto se Meng abbia commesso una frode. Secondo Washington, Huawei ha utilizzato una società energetica di Hong Kong per vendere attrezzature all’Iran per aggirare le sanzioni statunitensi. Gli Stati Uniti affermano che Meng ha commesso una frode ingannando la banca Hsbc in merito ai rapporti d’affari con le società iraniane.

Huawei ha naturalmente espresso disappunto per la sentenza della corte canadese: “Abbiamo ripetutamente espresso fiducia nell’innocenza della signora Meng. Huawei continua a sostenere Meng nella sua ricerca di giustizia e libertà. Prevediamo che il sistema giudiziario canadese alla fine dimostrerà l’innocenza di Meng. Gli avvocati della signora Meng continueranno a lavorare instancabilmente per ottenere giustizia”, ha dichiarato la compagnia in una nota.

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