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Undici big dell’hi-tech uniti in nome del cloud

Nasce Asia Cloud Computing Association, l’alleanza votata a spingere lo sviluppo e l’adozione di servizi nella regione. Secondo Idc il giro d’affari è destinato a crescere ad un ritmo del 40% annuo

17 Nov 2010

Undici aziende delle industrie del computing, del software,
dell’hardware e della fornitura di servizi, tra cui Cisco,
Microsoft e Verizon, si sono unite nella Asia cloud computing
association, o Asia cloud, mettendo le proprie risorse a fattor
comune. L’Asia Pacifico, spiegano i partner (del gruppo fanno
parte anche Alcatel-Lucent, Emc, NetApp, Nokia Siemens Networks,
Pldt/Smart, Rackspace, Reach e Telenor) è un mercato dalle solide
performance: secondo Idc Research, il cloud computing nella
regione, Giappone escluso, varrà 1,3 miliardi di dollari nel 2010
sviluppandosi poi a un ritmo di circa il 40% annuo fino al 2014.
Quanto al Giappone, il mercato del cloud crescerà fino a un valore
di 29,2 miliardi di dollari nel 2015.

Il boom è tuttavia minacciato da alcuni ostacoli di natura
normativa e da preoccupazioni legate alla sicurezza e alla
compliance. Perciò, spiega Sundi Balu, presidente di Asia cloud e
Chief information officer di Reach, il gruppo aiuterà le
organizzazioni della regione a superare gli ostacoli al pieno
sviluppo del cloud fornendo ai membri dell’ecosistema gli
strumenti necessari per "collaborare su tematiche specifiche
alla regione asiatica e permettere un’adozione più efficiente e
veloce di queste tecnologie”.

Asia Cloud studierà quali standard già fissati a livello globale
possono essere adattati alla regione; fin da subito, i gruppi di
lavoro della partnership affronteranno le questioni legati alle
politiche pubbliche e alla normativa, alla sicurezza e alla
compliance, ai modelli di licenza e ai livelli di servizio. Il
prossimo anno, Asia cloud progetta di pubblicare un elenco di best
practice e un indice di “cloud readiness” che sia gli utenti
finali che i vendor potranno seguire.