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IL PIANO

“Un’Europa sovrana nel digitale”: ecco la priorità dell’Agenda Ue 2019-2024

L’obiettivo strategico è contenuto nella bozza del documento elaborata da Coreper in vista del Consiglio del 20 e 21 giugno. Lotta al cybercrime e alla disinformazione online altri target chiave della legislatura

17 Giu 2019

F. Me

Un’Europa sovrana nel digitale. È questo uno degli obiettivi strategici contenuti nella bozza dell’Agenda Ue 2019-2024 che verrà discussa al prossimo Consiglio europeo il 20 e 21 giugno.

L’Agenda prevede che la Ue sia, appunto, “sovrana nel digitale” e che abbia “la giusta partecipazione nei benefici derivanti da questo sviluppo”. “La Ue – prosegue la bozza dell’Agenda 2019-2024 – deve proteggere le nostre società dai cyberattacchi, dalle minacce e dalle disinformazioni provenienti da Stati ostili e da organizzazioni non statuali. Servono più cooperazione, più coordinamento, più risorse e più capacità tecnologiche”.

L’Agenda è un documento di cinque pagine, che farà da base alle mosse della legislatura 2019-2024, con quattro priorità: “proteggere i cittadini e le libertà; sviluppare una base economica forte e vibrante; costruire un futuro più favorevole al clima, verde, giusto e inclusivo; difendere gli interessi e i valori europei sulla scena globale”.

La bozza è stata elaborata dal Coreper, l’organo in cui siedono gli ambsaciatori presso la Ue degli Stati membri.

“Negli ultimi anni il mondo è diventato sempre più instabile, complesso e soggetto a rapidi cambiamenti”, si legge nella pagina di apertura dove poi vengono delineate le priorità strategiche da perseguire.

L’impostazione ha ricevuto il plauso di Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia, hanno elogiato la “qualità” del documento.

Ma gli ambasciatori di  Francia, Spagna, Italia, Paesi Bassi e pochi altri hanno proposto di integrare la parte introduttiva con le ambizioni dell’Europa unita per dare un messaggio , “messaggio audace e positivo” e non solo difensivo. Il documento è stato dunque modificato con il richiamo ai valori dell’Ue e “i punti di forza del modello europeo”.

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