Unmanned, la metro C e le guerre stellari - CorCom

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Unmanned, la metro C e le guerre stellari

Il progresso tecnologico è sempre benvenuto per quanti ne vagheggiano il vantaggio bellico. Il convoglio interrotto di Roma dopo tutto non è il peggiore dei mali. La rubrica di Piero Laporta

14 Ott 2016

Piero Laporta

Unmanned, indice di progressi inarrestabili. Al contrario, in Italia, la carenza è indicatore di declino e di potere di burosauro. Altrove, come vedremo, catalizzatore di guerra. Al di là delle Alpi, è usuale che le metropolitane non abbiano più il ferrotramviere alla guida. Roma, fra tante afflizioni potrebbe mostrare una Metro unmanned.

Peccato che la Metro C, l’unica unmanned, s’arresti ai margini del centro. Sicché non occorre fantasia per immaginare i commenti di quanti convergono sulla Città eterna da Berlino o da Helsinki. Si dimentica tuttavia che non solo il turismo richiama a Roma ma altrettanto le attività imprenditoriali e culturali. Attrazioni destinate al declino se l’alta tecnologia per i burosauri viene vista come falcidia di manodopera piuttosto che opportunità di riqualificazione.

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Mentre Roma declina su un treno interrotto, la tensione fra Usa e Russia sale inarrestabile anche a causa dell’unmanned. Da un lato i falchi del Pentagono vorrebbero andare ai ferri corti entro due anni, con le tecnologie unmanned militari a dare un vantaggio incolmabile. D’altronde poter attaccare senza che tornino indietro sacchi coi cadaveri è una tentazione (elettorale) irresistibile. A Mosca non mancano quanti, per fortuna ancora lontani dal Cremlino, siano disposti a far saltare il tavolo prima che il vantaggio Usa diventi incolmabile. Guerre Stellari di Reagan fu un bluff, ricordano, andiamo quindi a vedere questo unmanned, prima d’arrenderci. Il progresso tecnologico è sempre benvenuto per quanti ne vagheggiano il vantaggio bellico. Il convoglio interrotto di Roma dopo tutto non è il peggiore dei mali. Accontentiamoci così?

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