Usa 2020, Spotify blocca gli spot politici - CorCom

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Usa 2020, Spotify blocca gli spot politici

La società ammette di non avere gli strumenti adeguati per filtrare fake news e pubblicità menzognere

30 Dic 2019

Antonio Dini

Se non puoi verificarle, vietale. La posizione di Spotify, la società svedese diventata la prima al mondo per i servizi di streaming musicale che viene utilizzata per la maggior parte delle volte da utenti che non pagano ma ascoltano spot pubblicitari, è chiara. Se gli strumenti per verificare in maniera automatica la veridicità degli spot non esistono per quanto riguarda il settore della politica, meglio evitare problemi. L’azienda ha quindi annunciato di vietare tutti gli spot pubblicitari a fini politici per la campagna elettorale delle presidenziali del 2020 negli Usa. Secondo gli analisti il fatturato di Spotify derivante dalla pubblicità politica è comunque trascurabile.

A differenza di Twitter e Facebook, però, Spotify non ha fornito alcun tipo di prospettiva o spiegazione su come dovrebbe essere strutturata l’offerta di pubblicità politica, dicendo invece che la sua decisione risulta esclusivamente dal non avere gli strumenti adatti per verificare e approvare automaticamente gli spot politici.

«Oggi come oggi – ha detto un portavoce dell’azienda svedese guidata da Daniel Ek, Ceo e co-fondatore – i nostri processi, sistemi e strumenti software non hanno raggiunto ancora un livello di solidità tale da permetterci di verificare e validare in maniera responsabile questo tipo di materiale. Man mano che continueremo a sviluppare i nostri strumenti – ha concluso il portavoce – torneremo a valutare questa nostra decisione».

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La nuova policy si applica a tutti i contenuti pubblicitari trasmessi nel tipo di utilizzo “gratuito con pubblicità” del servizio musicale e nei podcast originali. Nel terzo trimestre Spotify ha registrato circa 141 milioni di utenti attivi su base mensile per questo tipo di servizio.

La pubblicità politica, che viene raccolta solamente negli Stati Uniti, rimarrà però nei podcast che non sono esclusive di Spotify, anche se saranno sempre sottoposti alle regole della società che vieta il contenuto che inneggiano all’odio e alla violenza. La strategia di Spotify è comunque quella di cercare di restringere sino a chiudere le campagne che mirano a raggiungere i giovani elettori che utilizzano il servizio.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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