La pay-tv perde appeal, negli Usa emorragia di clienti - CorCom

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La pay-tv perde appeal, negli Usa emorragia di clienti

Più di 700mila abbonati in meno nel secondo trimestre, ingenti le perdite di Verizon e At&t. Fusioni e acquisizioni ridisegnano il panorama della Tv a pagamento. La carica di Over the top come Sling e Sony Vue

11 Ago 2016

Patrizia Licata

La pay-Tv americana perde spettatori mentre avanzano le piattaforme online: nel secondo trimestre di quest’anno l’industria nel complesso registra 700.000 abbonati in meno ed è il peggiore trimestre di sempre.

Le cifre rappresentano una stima della società di analisi MoffettNathanson che calcola che gli operatori americani del cavo, della Tv via satellite e delle telco Tv abbiano perso circa 757.000 iscritti nel secondo trimestre, o 708.000 se si includono i clienti guadagnati dalla piattaforma Sling Tv (basata su Ip) di Dish Network.

Ma mentre le aziende del cavo sono riuscite a arginare le perdite a quota 242.000 (con Charter Communications che ha riportato una perdita netta di 152.000 clienti, meno che nei tre mesi di inizio anno), per gli operatori telecom con offerte video il secondo trimestre è una debacle: 529.000 abbonati in meno, un record negativo, nota l’analista Craig Moffett. Per quel che riguarda il settore del satellite, la crescita aggressiva di DirectTv (ora parte di At&t), che ha guadagnato 342.000 clienti, è stata neutralizzata dai 330.000 clienti persi da Dish.

Il quadro disegnato da MoffettNathanson è confermato dal Multiscreen Index, secondo cui i dieci maggiori servizi americani di pay-Tv hanno perso 663.000 utenti negli scorsi tre mesi.

La telco At& è l’azienda di dimensioni maggiori inclusa nell’indice e conta 37,8 milioni di clienti per la sua offerta video, di cui 25,3 negli Stati Uniti. La sua controllata DirectTv ha guadagnato 342.000 nuovi clienti negli Usa, conferma Multiscreen Index, ma la sua telco Tv U verse ne ha persi 391.000. Gli utenti Tv di Verizon Fios sono scesi di oltre 1,2 milioni di unità perché la telco ha trasferito parte dei clienti a Frontier, che infatti ne ha guadagnati 1,08 milioni ed è entrata nella top ten. Comcast (operatore della cable Tv) ha ridotto la perdita di clienti a soli 4.000 e ora conta 22,4 milioni di abbonati. Charter (cable) è il terzo maggior provider americano, dopo la fusione con Time Warner Cable e Bright House Networks, e ha un totale di 16,9 milioni di abbonati, pari a una perdita di 152.000 utenti nel secondo trimestre 2016.

“Fusioni e acquisizioni hanno ridisegnato il panorama della pay-Tv negli Stati Uniti”, commenta William Cooper, direttore di informitv Multiscreen Index.

La buona notizia per il settore è che il tasso di abbandono o rate of attrition non sta più accelerando: gli operatori americani della pay-Tv nel complesso hanno perso l’1,3% della loro base utenti per i servizi video, un tasso simile a quello del primo trimestre (-1,2%). Resta preoccupante invece la velocità con cui alcuni singoli canali stanno perdendo spettatori: “Il divario tra il cord cutting, ovvero l’eliminazione totale dell’abbonamento alla pay-Tv da parte di un utente, e il cord shaving, ovvero la preferenza per bouquet di canali molto più snelli, si sta allargando”, osserva Moffett.

Una settimana fa, Nielsen ha indicato che Espn ha perso più di 2,2 milioni di abbonati da febbraio a agosto. Questo è il prodotto del fatto che anche Dish, come Verizon, ha lanciato pacchetti snelli che relegano Espn al ruolo di canale “optional” nel bouquet dedicato allo sport.

Non è tutto: l’industria della pay-Tv ha anche un problema di misurazione delle prestazioni, nota Moffett: “Il dato che viene di solito citato sono le stime Nielsen sugli abbonati alle reti via cavo“, ma si tratta, appunto, solo di stime. D’altro canto, le cifre riportate dalle singole aziende, più accurate, arrivano con 30-90 giorni di ritardo rispetto al periodo cui si riferiscono, rendendo difficile per gli operatori effettuare cambiamenti tempestivi per ribaltare i trend negativi. Senza contare che le misurazioni di Nielsen non includono i distributori Ott come Sling e Sony Vue che, dice Moffett, “a questo punto potrebbero già rappresentare 800.000 abbonati”.