Venture Thinking lancia Phoenix: la Fase 2 punta su ecosistemi e innovazione - CorCom

L'INIZIATIVA

Venture Thinking lancia Phoenix: la Fase 2 punta su ecosistemi e innovazione

L’ecosystem accelerator battezza un programma ad hoc per le Pmi che fa leva sulle relazioni di filiera. Si parte con un evento in live streaming il 2 maggio: a seguire un percorso per 450 Ceo. L’ideatore Daniele Di Fausto: “La crisi si supera preparando la propria impresa a un nuovo mondo”

30 Apr 2020

Patrizia Licata

giornalista

Accelerare gli ecosistemi per mettere a fattor comune know-how, competenze e capacità innovativa e aiutare le Pmi a uscire a testa alta dalla crisi economica innescata dal Coronavirus. Con questo obiettivo Venture thinking, acceleratore culturale di ecosistemi, ha ideato l’iniziativa Phoenix, che partirà con un grande evento in live streaming il 2 maggio dalle ore 15 alle ore 20 sul sito https://venturethinking.it.

L’obiettivo di Phoenix è supportare la creazione di ecosistemi innovativi di piccole e medie imprese. eFM, la società italiana che affianca le aziende nello Smart Working, nella Digital Transformation e nell’Open Innovation, la Business School spagnola Iese e l’Università Campus Biomedico hanno aderito all’iniziativa per estenderla a terzi e realizzarla.

Le Pmi sono invitate a iscriversi al programma (dal sito https://venturethinking.it/) e partecipare attivamente “unendo le forze” per generare nuove idee e individuare un modello di sviluppo che permetta di uscire dalla crisi, affiancate dalle grandi imprese che, in ottica solidale, supportano le loro supply chain.

“Per accelerare la fase di ripresa è importante dare sostegno al tessuto imprenditoriale non solo con risorse economiche, ma con conoscenze ed esperienze di alto profilo”, afferma Daniele Di Fausto, Ceo di eFM e ideatore di Phoenix. Insieme a Di Fausto parteciperanno al kick-off del 2 maggio gli altri fondatori di Venture Thinking: il filosofo Franco Bolelli e Maura Gancitano e Andrea Colamedici del progetto filosofico Tlon.

“Pensiero e azione”: così Phoenix sostiene le Pmi

Il Think-action tank (come ama definirsi Venture Thinking per sottolineare il legame tra pensiero e azione) ha creato un modello di accelerazione basato su ecosistemi che lavorano per relazioni di filiera in cui si condividono risorse e know-how, si trasferiscono competenze, si elaborano idee e si condividono pratiche utili alle Pmi per risolvere problemi complessi di ristrutturazione, ma anche per lanciare nuove linee di business secondo modelli di innovazione ecosistemica sostenibili.

Phoenix mette a disposizione delle Pmi di vari comparti un programma di accelerazione che si avvale di esperti e di una piattaforma digitale di collaborazione e apprendimento. La solidarietà economica delle grandi aziende è re-investita per mantenere viva la supply chain delle Pmi. Si dà così vita a ecosistemi innovativi e resilienti a potenziali ritorni di social distancing.

Saranno selezionati 450 Ceo

Venture Thinking ha identificato quattro cluster di aziende coinvolte dal Covid-19: Aziende in crescita, Aziende in pausa, Aziende con parziale disruption e Aziende con totale disruption. Ha quindi elaborato una proposta di ecosistema per le aziende di tipo C e D basata su collaborazione, innovazione e solidarietà.

L’evento di lancio del 2 maggio introdurrà e anticiperà i successivi incontri (scanditi dal programma di accelerazione Phoenix) equivalenti a circa 8-10 giorni face-to-face, distribuiti in 6-7 settimane.

L’intenzione è di selezionare un totale di 450 Ceo di imprese italiane con un fatturato tra i 20 e 200 milioni di euro, dividendoli in tre gruppi temporali. Per ciascun gruppo saranno scelti sottogruppi di imprese tra i settori maggiormente coinvolti dalla crisi (il turismo, il settore alimentare, trasporti, salute, terziario). Venture Thinking definirà coi propri partner un programma che permetterà di risolvere problemi reali che ogni azienda si trova ad affrontare a causa del Covid-19 integrando competenze di business, socio-culturali e biomediche.

Tra i partner industriali coinvolti ci sono eFM, Iese Business School, Campus Biomedico, MySpot, mentre tra gli sponsor figurano eFM, Bnl, Challenge Network, Toyota, Sogei. Nel live streaming del 2 maggio sarà presentata l’iniziativa, insieme a una carrellata di personalità nazionali ed internazionali del mondo del business e della cultura (tra cui Stefano Zamagni, Jeff Pfeffer, Sophia Aguirre, Tal Ben Shahar, Marco Simoni, Marco Bentivogli, Bob Quinn, Andrea Quacivi, Eugenio Guglielmelli, Tiziano Onesti e molti altri).

Donor, Sponsor o Partecipante insieme per affrontare “un mondo nuovo”

Il valore generato da questo programma, se fosse face-to-face, arriverebbe a 18.000-20.000 euro a persona, ma per attivare il meccanismo virtuoso di solidarietà, pilastro dell’ecosistema, Venture Thinking ha lanciato delle modalità di adesione alternative.

La prima è quella del Donor/Partner: una donazione da parte di un’azienda che diventa main sponsor dell’iniziativa. Un main sponsor, oltre ad offrire alle Pmi coinvolte i servizi messi a disposizione dall’ecosistema, entra a far parte del board di Venture Thinking, con possibilità di partecipare nell’individuazione e selezione delle imprese coinvolte e di proporre partner di education diversi.

C’è poi la modalità Sponsor: a fronte di una quota di adesione lo sponsor beneficia in modo gratuito del programma di accelerazione e dona a 3 aziende del suo network, selezionate a sua discrezione, la possibilità di partecipare al programma di accelerazione gratuitamente e ai servizi dell’ecosistema.

Infine è prevista la modalità Partecipante che rende l’azienda membro attivo dell’ecosistema e le offre la possibilità di sperimentare le potenzialità del network per trovare soluzioni e generare valore.

“Per molte aziende, la fase post Covid-19 sarà come risvegliarsi in un nuovo mondo. È necessario un cambio repentino del paradigma culturale, organizzativo e logistico del modello di impresa”, afferma ancora Daniele Di Fausto. “La crisi può anche ispirare, creare nuove conoscenze e generare nuove opportunità. Bisogna però prepararsi alle nuove sfide facendo partire nuovi progetti per rendere la propria impresa competitiva, innovativa, veloce, digitale, pronta a un nuovo mondo e parte di un ecosistema di alta qualità e resilienza”.

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