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Verizon si prende Yahoo. E punta a battere Google & co. sull’adv online

Acquisizione da 4,8 miliardi di dollari. L’operazione sarà chiusa entro il primo trimestre 2017. Marissa Mayer resterà al timone?

25 Lug 2016

Verizon-Yahoo, è fatta. Il gigante americano delle Tlc ha raggiunto un accordo per l’acquisto del gruppo pioniere della Silicon Valley per una cifra che dovrebbe attestarsi sui 4,8 miliardi di dollari. Salvo clamorose sorprese l’annuncio sarà fatto oggi.

Era da giorni che si parlava di battute finali nei negoziati diretti avviati tra i due gruppi, e l’ultimo nodo da sciogliere era propria l’intesa sul prezzo. Ad essere acquisite da Verizon saranno le attività core di internet e l’accordo dovrebbe anche comprendere gli asset immobiliari del gruppo di Sunnyvale. Mentre gli asset legati ai brevetti dovrebbero essere venduti separatamente.

L’accordo è soggetto all’approvazione delle autorità di regolamentazione e degli azionisti di Yahoo e sarà chiuso, secondo le previsioni, nel primo trimestre 2017. Fino alla chiusura Yahoo continuerà a operare in modo indipendente. La società resterà quotata anche dopo la formalizzazione dell’intesa.

Rimangono fuori dal perimetro dell’intesa la partecipazione che Yahoo detiene nel colosso cinese dell’e-commerce Alibaba Group, le quote di Yahoo Japan, la liquidità di Yahoo e il “portafoglio Excalibur”, che riguarda i brevetti non fondamentali, oltre ad alcuni investimenti minori e titoli convertibili che continueranno a essere detenuti da Yahoo.

L’accordo pone dunque fine a mesi di speculazioni sul destino di yahoo, passata da una stagione dorata in cui era protagonista assoluta del mondo del web a una lenta e lunga agonia che neanche l’ad Marissa Mayer, ingaggiata nel 2012, è riuscita a fermare, nonostante i numerosi tentativi di rivoluzionare e rilanciare la societa’. Alla fine Verizon ha battuto la concorrenza di tutti gli altri potenziali acquirenti.

L’ultimo round per la presentazione delle offerte era stato completato il 19 luglio scorso e, oltre a Verizon, si erano fatte avanti società come At&T, Vector Capital Management, il fondo di private equity Tpg Capital e la cordata guidata Dan Gilbert, il numero uno di Quicken Loans, appoggiata da Warren Buffett.

Ma nella partita Verizon si è conquistata fin da subito la pole position. Il colosso Usa con una capitalizzazione di mercato di 210 miliardi di dollari e circa 5 miliardi di dollari di liquidità, ha la forza finanziaria per vincere la partita di yahoo, che rappresenta un’annessione importante per i piani di crescita di Verizon decisa a rompere il duopolio di Google e Facebook nella raccolta pubblicitaria online.

Verizon si è fatta subito avanti quando all’inizio di quest’anno l’amministratore delegato di yahoo Marissa Mayer – dopo aver tenuto a bada per anni i malumori degli azionisti per i cattivi risultati della societa’ – aveva annunciato che intendeva esplorare alternative strategiche, tra cui la cessione delle principali attivita’ Internet. Mayer si è vista costretta a cedere alle pressioni degli investitori dopo i ripetuti ripensamenti sullo spin off della quota in Alibaba e una serie di piani di rilancio che non hanno avuto successo.

Ex veterana di Google, al suo arrivo Mayer nel 2012 era stata accolta con grande entusiasmo, considerata come la svolta per yahoo. Ma le aspettative sono state deluse, fino a rendere gli azionisti così impazienti da aumentare la pressione sui vertici fino all’avvio del processo di vendita. In molti avevano anche chiesto la testa di Mayer.

Al momento non è chiaro quale sarà il destino di Mayer, ma secondo alcuni osservatori è improbabile che avrà un incarico rilevante e qualcuno ritiene addirittura che non le sarà attribuito alcun incarico.

“Personalmente – ha scritto Mayer su Tumblr –, ho intenzione di restare. Amo Yahoo e credo in tutti voi. È importante per me vedere Yahoo nel suo prossimo capitolo”.

Ma anche se dovesse andarle male, la Ceo avrà di che consolarsi: il contratto di Mayer – che finora ha racimolato compensi in contanti e azioni per oltre 100 milioni di dollari – prevede il pagamento di una buonuscita di oltre 50 milioni se dovesse essere messa alla porta in seguito a un’eventuale vendita.

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