INTRATTENIMENTO

Videogames da record: boom di vendite a marzo

Impennata per i titoli sviluppati per le console più popolari; crescono anche le piattaforme online as a service. È l’effetto delle misure che forzano le persone a casa. Ma i benefici a lungo termine sull’industria del gaming sono tutti da verificare

03 Apr 2020

Patrizia Licata

giornalista

È boom per l’industria dei videogames: le vendite dei titoli più recenti hanno toccato livelli record nel mese  di marzo in seguito alle misure di contenimento varate dai governi mondiali contro l’epidemia di coronavirus. Le persone costrette la maggior parte del tempo a stare in casa si rivolgono all’intrattenimento digitale e ne guadagnano aziende come Nintendo: l’ultima versione della serie Animal Crossing per Nintendo Switch, dal titolo New Horizons, è stata messa in vendita il 20 marzo e ha venduto più di 1,8 milioni di copie nei primi tre giorni in Giappone. In Uk ha venduto più copie nella prima settimana di tutte le precedenti serie messe insieme, come riportano le testate di settore. “Sono risultati oltre le aspettative”, ha commentato l’analista di Niko Partners, Daniel Ahmad.

L’epidemia di coronavirus ha probabilmente giocato un ruolo importante nell’impennata delle vendite, confermano gli esperti: i gamers stanno in casa e hanno molto più tempo a disposizione per i giochi. Andrew Little, analista di Global X, riferisce che a metà marzo la spesa dei consumatori per i videogames è aumentata del 65% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Numeri senza precedenti

Anche il nuovo “Doom Eternal”, un videogioco di genere di sparatutto in prima persona, sviluppato da id Software per piattaforme come Playstation4, Nintendo, Xbox One e altre, in vendita dal 20 marzo, ha registrato il weekend di lancio migliore di qualunque altra versione del gioco.

Successo senza precedenti anche per “Call of Duty: Warzone”, altro videogioco sparatutto in prima persona, sviluppato da Infinity Ward e Raven Software per le piattaforme Microsoft Windows, PlayStation 4 e Xbox One. Il videogioco è stato pubblicato il 10 marzo 2020 come DLC stand-alone gratuito di Call of Duty. Dopo dieci giorni aveva 30 milioni di giocatori: ciò lo rende “il titolo non-mobile con la crescita più veloce di tutti i tempi”, afferma l’analista Ahmad.

Cresce il segmento online

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Anche il segmento dei giochi online as a service è destinato a conoscere un boom analogo in questo periodo di “quarantena”, osservano gli analisti. “Molti giochi online service-based stanno vivendo picchi di utilizzo e spezzando record”, afferma Piers Harding-Rolls, direttore della ricerca sui games di Ampere Analysise. Queste piattaforme attraggono molte persone che non erano prima dei gamers ma adesso hanno tempo libero da riempire.

C’è anche una categoria di persone che ha abbandonato l’abitudine a giocare ma che ora, stando a casa, torna alla vecchia passione e contribuisce a nutrire il boom di vendite dei titoli e utilizzo dei servizi online. Particolarmente amati i giochi con elementi social e online che permettono di giocare insieme agli amici e tenersi in contatto e divertirsi insieme anche senza vedersi di persona.

È tutto da verificare, però, l’impatto di lungo periodo del coronavirus sull’industria dei videogames: per molti analisti i record non sono qui per restare. E, probabilmente, la chiusura dei negozi, con la conseguente perdita di fatturato generato nei punti vendita fisici, non riuscirà ad essere bilanciata dalle impennate delle vendite su Internet e dalla crescita dei giochi online.

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