L’INIZIATIVA

Videogiochi, il sostegno pubblico traina il settore: Italia alla ricerca dell’unicorno

Il comparto conta su un giro d’affari superiore ai due miliardi di euro. Le misure del governo per sostenerlo, come il tax credit, rendono più vivace il panorama nazionale. E il contest redBull Indie Forge punta a dare impulso al mercato degli sviluppatori indipendenti

30 Giu 2022

A. S.

red bull indie forge

Il mondo dei videogiochi in Italia sta viendo un periodo florido, mettendo le basi per un ulteriore sviluppo futuro. Tanto che gli stessi addetti ai lavori, nella misura del 75% del totale, si dicono ottimisti sul comparto, e si inizia a pensare concretamente alla possibilità che da un contesto così vivace possa anche scaturire un’iniziativa destinata al successo internazionale, una sorta di “unicorn” made in Italy.

Secondo i dati pubblicati da Iidea nel quinto censimento dei developer italiani nel 2021 gli studi di sviluppo di videogiochi sono stati oltre 160 e hanno impegnato più di 1.600 persone, per un comparto che conta su un giro d’affari di 2,179 miliardi di euro. Si tratta poi di un settore che coinvolge in modo particolare i giovani (il 79% degli addetti ha meno di 36 anni).

Secondo il Censis, inoltre, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza riserva al finanziamento delle piattaforme di servizi digitali per gli sviluppatori e le imprese culturali 45 milioni di euro in cinque anni, consentendo investimenti per 357 milioni di euro nel 2026, creando 1.000 posti di lavoro e generando 360 milioni di euro in investimenti privati e 81 milioni di euro in gettito fiscale.

A fronte di queste prospettive incoraggianti, le istituzioni e altri organi di finanziamento hanno iniziato a sostenere attivamente queste realtà: se infatti il 93% dei developer ricorre almeno in un primo momento ai propri risparmi per autofinanziarsi, sono cresciuti del 18% gli addetti ai lavori che si affidano a finanziamenti pubblici rispetto al 2018 per sostenere il proprio progetto, grazie all’attivazione di un numero crescente di istituzioni e investitori di primo piano a sostegno delle eccellente tecnologiche e artistiche del made in Italy nel campo dei videogiochi.

Soltanto per fare qualche esempio nel 2022 è stato rinnovato dal Ministero della Cultura il Tax Credit Videogiochi, la misura che riconosce un credito di d’imposta pari al 25% dei costi eleggibili di produzione di un videogioco, fino all’ammontare massimo annuo di 1 milione di euro per impresa o per gruppo di imprese, addirittura con un raddoppio della copertura finanziaria attualmente pari a 11 milioni di euro. Una misura che può essere utile anche per attirare in Italia investitori stranieri del settore, avvicinando chi è più avanti, come Regno Unito, Stati Uniti e Germania.

Sempre per dare impulso al Made in Italy stanno iniziando a emergere una serie di iniziative, come il Red Bull Indie Forge, dedicato agli studi di sviluppo indipendenti, con una giuria di professionisti del settore sceglierà un vincitore che potrà promuovere il proprio gioco con il sostegno di Red Bull, rendendo anche possibile una collaborazione con il team Red di BigRock, la più grande realtà nell’ambito dell’istruzione per la Computer Grafica in Italia, specializzato in Computer Grafica, Game e Concept Art. Per candidare i propri lavori c’è tempo fino alla fine di luglio.

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