Vivendi prepara un maxi-abbonamento Telecom-Mediaset (e non solo) - CorCom

LA STRATEGIA

Vivendi prepara un maxi-abbonamento Telecom-Mediaset (e non solo)

Allo studio di Bollorè e dei nuovi alleati italiani un’offerta congiunta con la telco e con altre società dei due Gruppi. Fibra ottica, calcio, cinema, serie tv e musica in un solo pacchetto per battere Netflix e Sky

26 Apr 2016

Andrea Frollà

Un unico abbonamento con la banda larga di Telecom Italia, i contenuti di Mediaset Premium, la musica di Universal Music Group, i film di Warner Bros e Universal e i giochi di Gameloft. Sono passate poco più di 2 settimane dall’ufficializzazione dell’accordo tra Mediaset e Vivendi e lungo l’asse Parigi-Milano si inizia già a ragionare in un’ottica di integrazione, soprattutto commerciale.

Maxi-abbonamento in arrivo? – Ancor prima di mettere in piedi la piattaforma pan-europea di video-streaming anti-Netflix, che farà leva sui servizi già operativi (Infinity di Mediaset, CanalPlay e Watchever di Vivendi) è chiaro che il patron della media company francese, Vincent Bollorè, e la famiglia Berlusconi vogliano sfruttare le carte che già hanno a disposizione, magari anche e soprattutto il fatto che Vivendi sia il socio forte di Telecom Italia.

Così allo studio dell’alleanza italo-francese ci sarebbe, secondo quanto riporta Repubblica, un’offerta commerciale che includa diversi contenuti in mano alle due compagnie, da quelli calcistici ma non solo della pay-tv Mediaset Premium, passata interamente sotto il controllo francese, ai film delle due major statunitensi Warner Bros e Universal, con cui Mediaset ha siglato a marzo 2015 di accordi di distribuzione esclusiva. Ma anche la musica in streaming, i videogame di Gameloft e, in futuro, anche i film e le serie televisive della Fox con cui sono in piedi alcune trattative.

Il ruolo di Telecom Italia – Tutti questi contenuti arriverebbero nelle case degli italiani con la banda larga di Telecom Italia, mettendo in piedi una proposta sulla falsariga di quella proposta a partire dallo scorso anno dalla telco italiana in tandem con Sky, che fornisce contenuti tramite la fibra ottica e un decoder collegato a Internet anziché alla parabola. Il duo Mediaset-Vivendi ci sta lavorando, cosciente che lo stesso accordo tra Tim e Sky siglato nel 2015 non scadrà prima del 2019 e quindi rappresenterebbe un’offerta concorrente, che non sembra però aver fatto finora troppo presa sui consumatori.

L’Ad di Vivendi Arnaud de Puyfontaine ha già ammesso che Telecom Italia sarà la prima telco, o comunque una tra le prime, con cui verranno chiusi accordi strategici, in un’ottica di sinergie crescenti fra il settore televisivo e quello delle telecomunicazioni (Vivendi sta trattando anche con altre compagnie come Orange, Vimpelcom e Telefonica). La società guidata da Flavio Cattaneo ha già in portafoglio un accordo di esclusiva per l’Italia con Studio Plus, controllata al 100% da Vivendi, che lancerà sul mercato mini serie tv create appositamente per la fruizione da smartphone. A testimonianza della volontà del finanziere bretone e del nuovo partner italiana di unire le forze per essere più attrattivi sul versante consumer con offerte ricche per quantità e qualità.

L’ombra dei conti delle pay-tv – Quest’ultimo obiettivo che dovrà comunque scontrarsi con la necessità di fare i conti con la situazione economica non proprio florida delle due pay-tv Canal+ e Mediaset Premium. Se la prima ha dichiarato perdite per 400 milioni nell’ultima esercizio annuale e deve far fronte a un calo degli abbonati, la seconda non se la passa meglio, con perdite a 80 milioni nel 2015 e il macigno dei diritti tv per la Champions League che mettono a dura prova l’ambizioso obiettivo dei nuovi soci francesi (“Vogliamo essere profittevoli entro un paio d’anni”, ha dichiarato de Puyfontaine).

Pronti ai big match sul mercato Tv – Bollorè e Berlusconi, non è un mistero, vogliono giocarsi il vantaggio competitivo sui contenuti. Nel calderone finirebbero infatti nuove produzioni e distribuzioni esclusive, da veicolare poi anche tramite la futura piattaforma on-demand. Una partita da giocare insomma su più fronti, con due avversari come la Netflix di Reed Hastings e la Sky di Rupert Murdoch tutt’altro che disposti a concedere spazio sul mercato al nuovo tandem.

Un match che specialmente sul versante on demand si preannuncia arduo visto che, come spiegato in un’intervista a CorCom da Augusto Preta, economista e direttore generale di Itmedia consulting, sui contenuti esclusivi Netflix si è mossa con largo anticipo, investendo milioni su milioni e conquistandosi la leadership fra gli OTT. Non a caso, il numero uno della società statunitense Reed Hastings, interpellato sull’accordo Mediaset-Vivendi, ha ostentato sicurezza: “Paura? Noi siamo Netflix”. Dalla trincea italiana di Sky, invece, per ora nessuna mossa ufficiale, ma di certo il management del colosso di Murdoch non si sta girando i pollici ed è lecito attendersi qualche contromossa a breve. La battaglia sui contenuti si appresta insomma a entrare nel vivo.

Tra un colloquio con le major Usa e una trattativa con le telco, il nuovo duo italo-francese è sicuramente il più vivace tra i player del mercato televisivo italiano. Ma c’è da scommettere che il nemico californiano e quello inglese stiano prendendo tempo per studiare il modo migliore per stoppare sul nascere le ambizioni telco-televisive di Bollorè&Co.