IL CASO

Vmware, la Sec: “Ingannati gli investitori”. Sanzione da 8 milioni

L’accusa della Commissione americana: oscurate le performance finanziarie per far slittare i ricavi ai trimestri successivi ritardando le consegne dei prodotti ai clienti e nascondendo il rallentamento delle prestazioni rispetto alle revisioni. L’azienda acconsente a pagare la “penale” per chiudere la partita

13 Set 2022

Patrizia Licata

giornalista

SEC tweet

La Securities and exchange commission (Sec) americana ha multato Vmware per 8 milioni di dollari accusandola “di aver ingannato gli investitori sulle sue pratiche di gestione del backlog degli ordini”, che hanno permesso alla società tecnologica con sede a Palo Alto, in California, di portare le entrate di un trimestre verso i trimestri successivi tramite un rinvio delle consegne dei prodotti ai clienti, così “nascondendo il rallentamento delle prestazioni dell’azienda rispetto alle sue proiezioni”. L’ordine emesso dalla Sec (SCARICA QUI IL DOCUMENTO) riguarda la condotta di Vmware negli anni fiscali 2019 e 2020 e include l’ingiunzione di “cease and desist”, il documento inviato affinché l’impresa fermi un’attività ritenuta illegale e non la riprenda.

Vmware ha accettato l’accordo con la Sec e il pagamento della sanzione “senza ammettere o negare i risultati della Sec“, si legge nella nota dell’azienda californiana.

La Sec: “Investitori privati di informazioni rilevanti”

L’ordine della Sec rileva che, a partire dall’anno fiscale 2019, Vmware ha iniziato a ritardare la consegna dei codici di licenza su alcuni ordini di vendita fino a poco dopo la fine del trimestre in modo da poter riconoscere le entrate derivanti dalle corrispondenti vendite di licenze nel trimestre successivo.

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Secondo l’ordine della Sec, Vmware ha spostato decine di milioni di dollari di entrate nei trimestri futuri, costruendo un buffer – una “scorta cuscinetto” – in quei periodi e oscurando le prestazioni finanziarie della società mentre la sua attività rallentava rispetto alle proiezioni dell’anno fiscale 2020. Pur avendo Vmware informato che il suo backlog è stato “gestito sulla base di molteplici considerazioni”, per il regolatore di Borsa americano “non ha rivelato agli investitori di aver utilizzato l’arretrato per gestire i tempi di riconoscimento delle entrate dell’azienda”.

“Come rileva l’ordine della Sec, facendo dichiarazioni fuorvianti sulle pratiche di gestione degli ordini, Vmware ha privato gli investitori di informazioni importanti sulla sua performance finanziaria”, ha affermato Mark Cave, Associate director della Divisione Enforcement della Sec. “Tale condotta è incompatibile con gli obblighi di divulgazione di un emittente ai sensi delle leggi federali sui titoli”.

L’ordine della Sec rileva che Vmware ha violato le disposizioni antifrode del Securities Act del 1933 e alcune disposizioni federali sulla trasparenza delle comunicazioni per le società quotate.

Vmware paga la sanzione. Ma chiarisce: “Nessuna prova”

“I risultati dell’indagine della Sec non includono alcuna scoperta che dimostri che la società non ha rispettato i principi contabili generalmente accettati”, ha commentato Vmware, aggiungendo che non vi sarà alcun ulteriore procedimento contro dirigenti o consiglieri attuali o passati di Vmware in relazione all’indagine e che l’accordo con la Sec chiude definitivamente la questione.

L’indagine del regolatore americano è durata dal 3 febbraio 2018 al 31 gennaio 2020 e, sottolinea Vmware, era già stata resa nota dall’azienda tecnologica ai suoi investitori.

“Vmware ritiene che questo accordo sia la giusta linea d’azione per la società e continua ad impegnarsi a operare al più alto livello di integrità, anche per quanto riguarda i suoi documenti pubblici e le comunicazioni con gli investitori”, conclude la nota dell’azienda.

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