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LA PROPOSTA

Voto elettronico e petizioni online, a Roma i 5 Stelle ci provano

La proposta di delibera punta a modificare lo Statuto nella direzione della democrazia diretta. L’assessore alla Roma Semplice, Flavia Marzano: “Col digitale più partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni”. Open data: da Zingaretti ok all’uso del portale regionale da parte del Campidoglio

04 Apr 2017

Federica Meta

Una proposta di delibera, presentata dalla maggioranza a Cinquestelle in Campidoglio, per modificare lo statuto di Roma Capitale all’insegna della “rivoluzione” della democrazia diretta. Questa l’iniziativa del Campidoglio per introdurre la possibilità di petizioni online e sperimentare il voto elettronico per i referendum comunali. L’auspicio dei Cinquestelle è “in cinque anni passare da Mafia Capitale alla capitale della democrazia diretta”. La proposta di delibera è finalizzata a modificare lo Statuto di Roma Capitale. Il primo atto di una trasformazione che si completerà, nei prossimi anni, con l’aggiornamento di diversi regolamenti.

Il progetto è stato presentato dall’assessora alla Roma Semplice, Flavia Marzano, dal presidente della commissione Roma Capitale, Angelo Sturni, e dal deputato M5S Riccardo Fraccaro.

“La democrazia rappresentativa si sta destrutturando e stanno emergendo nuove forme di partecipazione popolare dal basso in tutto il mondo, anche per la difesa dei servizi pubblici locali – scrive la sindaca Raggi sul blog di Grillo – Devono essere i cittadini e le comunità locali a governare le città attraverso internet, utilizzando l’intelligenza collettiva. Il web sta rivoluzionando i rapporti esistenti tra cittadini ed istituzioni rendendo attuabile la democrazia diretta, così come applicata ad Atene e nell’antica Grecia. Con l’avvio di questo percorso istituzionale finalizzato a modificare la carta fondamentale della capitale siamo di fronte ad un tipping point per la democrazia diretta a Roma”.

“Noi usiamo una piattaforma rivoluzionaria, la Rousseau, e vogliamo avviare questo modello anche dentro il sito di Roma Capitale, dando la possibilità ai cittadini di esprimersi – ha spiegato Sturni – In cinque anni vogliamo passare da Mafia Capitale alla capitale della democrazia diretta. Vogliamo sperimentare anche il voto elettronico per i referendum sul modello statunitense”.

PETIZIONI ONLINE – La proposta prevede l’introduzione della petizione online con la possibilità di illustrare le petizioni in Assemblea capitolina. “È una rivoluzione prima culturale che tecnologica . Dicono in una nota – nell’ambito di una sperimentazione che avverrà per gradi: si partirà dalle petizioni e si aggiungeranno, nel corso degli anni, gli altri strumenti”.

REFERENDUM CON VOTO ELETTRONICO– Nella delibera si propone inoltre di abolire il quorum di partecipazione per i referendum comunali e di affiancarvi anche il referendum propositivo che consentirà di presentare proposte che saranno votate dai cittadini, con obbligo di ricezione da parte dell’amministrazione. Ci sarà inoltre, sempre per i referendum, la possibilità di sperimentare il voto elettronico, ricorrendo all’utilizzo di tecnologie telematiche o informatiche.

LA SITUAZIONE EREDITATA – Negli ultimi dieci anni sono state depositate presso l’amministrazione capitolina meno di 30 proposte di iniziativa popolare, 15 quesiti referendari e solo 36 interrogazioni e 2 interpellanze al Sindaco. Inoltre, il Regolamento per gli istituti di partecipazione e di iniziativa popolare è del 1994 e finora non è mai stato migliorato né adattato alle nuove tecnologie.”Con questa proposta vogliamo rivoluzionare le modalità di partecipazione all’azione amministrativa. Aprendo le porte ai cittadini, attraverso nuovi strumenti di democrazia diretta, nella logica di un aumento della trasparenza – dichiara il consigliere capitolino M5s e presidente della commissione Roma Capitale Angelo Sturni – Presenteremo la delibera nei Municipi con incontri sul territorio per spiegare ai cittadini i nuovi diritti di cui potranno beneficiare. Il nostro auspicio è che l’iter amministrativo si concluda entro fine anno”.

“Il digitale può e deve garantire l’effettività degli istituti e degli strumenti di democrazia diretta volti all’attivazione dei processi partecipativi – dichiara l’assessora a Roma semplice Flavia Marzano – In quest’ottica, la ristrutturazione del portale dell’Amministrazione Capitolina su cui siamo a lavoro prevedrà un’area dedicata alla partecipazione con l’obiettivo di favorire un maggiore coinvolgimento dei cittadini sia nel processo democratico che nelle decisioni relative alla trasformazione e all’innovazione del territorio”.

Intanto la Gunta Raggi stringe anche sugli open data. “Le comunico la nostra disponibilità a cedere in riuso il portale e l’esperienza regionale sugli Open Data e a collaborare per la pubblicazione in formato aperto dei rispettivi patrimoni informativi e, più in generale, sui temi dell’open government”, scrive il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, alla sindaca di Roma, in risposta alla richiesta del Comune di Roma di poter avviare una collaborazione sul tema degli Open Data.

“Dove la Regione Lazio può vantare un’esperienza di eccellenza e il cui riuso, sia dal punto di vista tecnico che metodologico – queste le parole della prima cittadina nella missiva arrivata in Regione – può consentire alla mia Amministrazione di velocizzare lo sviluppo del progetto Open Data armonizzandolo rapidamente con le linee tracciate anche a livello nazionale da AgID”. Sui questi temi rappresentanti della Regione Lazio e di Roma Capitale si sono più volte incontrati negli ultimi mesi, dopo che Raggi e Zingaretti in un incontro ad agosto dello scorso anno avevano gettato le basi di una collaborazione proficua sull’agenda digitale che sarà perfezionata a breve da un Protocollo d’Intesa tre le due amministrazioni.

L’Agenda digitale, presentata dalla Commissione Europea nel 2010 e recepita negli anni dagli stati membri, rappresenta una sfida importante per Governo e Amministrazioni locali. Mettere a disposizione del Comune di Roma l’esperienza di Regione Lazio, premiata nel 2016 dal Presidente della Repubblica come buona pratica nazionale, sarà utile a recepire questi principi e a condividere i patrimoni informativi a disposizione allo scopo di migliorare i servizi ai cittadini, favorire la crescita economica del territorio e migliorarne la competitività.

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