Wearables, il boom non c'è: manca la killer app - CorCom

LO STUDIO

Wearables, il boom non c’è: manca la killer app

Secondo BI Intelligence il settore cresce, trainato dagli smartwatch, ma soffre di barriere che impediscono l’adozione mainstream. Pesano anche i prezzi alti e il design non sempre accattivante

10 Lug 2015

Patrizia Licata

Non c’è nessuna rivoluzione “wearables” in arrivo sul mercato – non per adesso. Il settore cresce ma l’impatto dei device indossabili sarà meno immediato di tablet e smartphone, rivela il nuovo studio di BI Intelligence, perché ci sono alcuni ostacoli alla rapida adozione di questi prodotti.

Tanto per cominciare, la maggior parte dei wearables ha bisogno di collegarsi con uno smartphone o tablet per la maggior parte delle funzionalità. In più, i device indossabili sono vittima di un “problema di percezione”: i consumatori non riescono a percepire, cioè, quale ne sia la reale utilità o vantaggio. Altre barriere all’adozione sono il prezzo, la gamma limitata di funzionalità, il design non sempre accattivante, l’assenza di “killer app”.

Lo studio di BI Intelligence cerca di capire anche quale potrebbe essere l’andamento del mercato dei wearables nel lungo termine con qualche previsione sulle vendite: secondo gli analisti, gli smartwatch saranno il tipo di wearable di maggior successo nei prossimi anni.

Gli ostacoli non significano infatti che i wearables non avranno diffusione: BI Intelligence stima una crescita per il mercato dei device indossabili del 35% per i prossimi cinque anni, per arrivare a 148 milioni di unità distribuite annualmente nel 2019, contro le 33 milioni previste per quest’anno.

Lo smartwatch farà la parte del leone, con un tasso di crescita annuale composito del 41% per i prossimi cinque anni. Gli orologi smart rappresenteranno il 59% di tutti i device indossabili venduti quest’anno e la quota supererà il 70% nel 2019.

Ancora una volta è un prodotto Apple a imprimere la spinta decisiva che fa muovere un mercato: l’Apple Watch innescherà la crescita su tutto il segmento e rappresenterà il 40% di tutti gli smartwatch distribuiti nel 2015 e il 48% di quelli distribuiti nel 2017. Gli smartwatch dovranno però diventare dispositivi standalone e offrire funzionalità più robuste se vogliono consolidare il proprio successo e trasformarsi in prodotto mainstream. Tra le altre barriere: schermi troppo piccoli, look poco attraente, batteria dalla durata limitata e mancanza di quelle “killer app” che fanno da traino all’adozione.

I braccialetti per il fitness e altri device indossabili continueranno ad attrarre un’utenza di nicchia; in particolare le fascette per lo sport (fitness band), che piacciono agli appassionati di salute, rappresentano il 36% del mercato wearable quest’anno; tuttavia il successo crescente degli smartwatch li porterà al 20% del mercato nel 2019 – anche perché col tempo gli smartwatch assumeranno alcune delle funzioni dei braccialetti per il fitness.

Sia Apple che Google sono presenti sul mercato smartwatch e lo domineranno come già fanno sui mercati di smartphone e tablet. Gli utenti mobile che vogliono un device indossabile graviteranno intorno all’Apple Watch o ai dispositivi Android Wear.