IL CASO

Wikimedia Italia esclusa dal Wipo, pesa il voto della Cina

Cinque capitoli nazionali del movimento, tra cui quello tricolore, si sono visti respingere la propria candidatura come osservatori presso l’Organizzazione Internazionale della Proprietà Intellettuale delle Nazioni Unite. Secondo Pechino sarebbero responsabili della diffusione di fake news

10 Mag 2022

Domenico Aliperto

È stata respinta a Ginevra la candidatura di Wikimedia Italia e di altri cinque capitoli nazionali del movimento Wikimedia come organizzazioni osservatrici presso Wipo, l’Organizzazione Internazionale della Proprietà Intellettuale delle Nazioni Unite. Determinante il voto contrario della Cina. È la stessa società a spiegarlo con una nota.

L’obiettivo di Wikimedia Italia

La decisione è stata presa nel corso della riunione del Comitato Permanente sul Copyright e i Diritti Connessi (Sccr) di Wipo organizzata per rispondere ai capitoli Wikimedia di Italia, Francia, Germania, Messico, Svezia e Svizzera, che avevano presentato la loro candidatura per entrare come osservatori nel comitato permanente che si occupa delle policy sul copyright. Wikimedia Italia, in particolare, ha presentato la sua candidatura come organizzazione osservatrice presso l’Sccr perché “da tempo si impegna per favorire in Italia il libero accesso al patrimonio culturale, in linea con le direttive europee”, spiega il gruppo. “Viste le restrizioni esistenti in Italia al realizzare e condividere online riproduzioni di opere d’arte nel pubblico dominio, la partecipazione ai lavori di Wipo è per Wikimedia Italia un passo necessario per cercare un coordinamento globale, a favore della condivisione della conoscenza”.

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L’opposizione della Cina

La Cina, come anticipato, si è opposta apertamente all’accreditamento di Wikimedia Italia e dei capitoli di Francia, Germania, Messico, Svezia e Svizzera. Pechino ha dichiarato che i capitoli Wikimedia sono complici nel diffondere disinformazione, confermando una linea già sostenuta in passato. Nel 2020 e nel 2021 la Cina aveva infatti già bloccato l’accreditamento all’assemblea generale di Wipo di Wikimedia Foundation, l’organizzazione con sede a San Francisco che garantisce il funzionamento di Wikipedia e dei progetti Wikimedia a livello globale.

“L’opposizione della Cina è senza precedenti nelle discussioni del comitato Sccr di Wipo e contraddice il regolamento stesso di Wipo. Un paese singolo non può generalmente porre il veto alla partecipazione di gruppi della società civile nei comitati di Wipo”, denuncia Wikimedia.

Nonostante i paesi del gruppo B, di cui fa parte anche l’Italia, abbiano sostenuto le candidature dei capitoli nazionali, Nicaragua, Bolivia, Venezuela, Iran e Russia hanno scelto di rinviare la decisione sull’accreditamento, per mancanza di unanimità.

L’appello di Wikimedia Italia

“Ogni capitolo nazionale che ha presentato la sua candidatura si impegna in maniera diversa nel proprio paese in relazione al dibattito sul copyright e sulla proprietà intellettuale”, ha detto Iolanda Pensa, presidente di Wikimedia Italia. “È essenziale che le nostre comunità – che producono conoscenza libera, coinvolgono milioni di volontari e realizzano benefici per miliardi di utilizzatori – abbiano una voce presso la piattaforma internazionale in cui si discute di copyright. I nostri progetti rispettano il diritto d’autore e hanno bisogno di una legislazione internazionale che permetta la collaborazione e la partecipazione dei cittadini attraverso la tutela del pubblico domino e l’apertura dei contenuti. Abbiamo bisogno di una voce affinché il valore dei nostri progetti e contenuti non siano assimilati alle grandi multinazionali di Internet, perché noi non siamo una multinazionale: siamo cittadini che operano a vantaggio di altri cittadini e della società. Per questo motivo chiediamo al governo e alle istituzioni che rappresentano l’Italia presso Wipo di sostenere la nostra candidatura come organizzazione osservatrice all’assemblea generale di Wipo di luglio”.

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