Wind-3, FT: "Fusione vicina" - CorCom

CONSOLIDAMENTO

Wind-3, FT: “Fusione vicina”

Secondo il quotidiano britannico i contatti tra le due aziende sono in fase avanzata. La “nuova” telco avrebbe circa un terzo del mercato

11 Mar 2015

A.S.

Le trattative tra Hutchison Whampoa e Vimplecom per la fusione tra 3 Italia e Wind, il terzo e il quarto operatore mobile in Italia, sarebbero ormai arrivate a una fase avanzata, e il consolidamento del mercato italiano delle Tlc mobili sarebbe ormai una prospettiva concreta: a confermare la voce, che aveva ripreso a circolare con insistenza negli ultimi giorni, è il Financial Times, che definisce i colloqui tra le due società come una “delle negoziazioni in corso più lunghe nella storia delle tlc europee”. La notizia ha immediatamente avuto un riflesso sui mercati, con la prospettiva di consolidamento che ha aperto a +4,72% a 1,088 euro. “Un’eventuale fusione – secondo gli analisti del settore – avrebbe effetti positivi per tutto il mercato. Da chiarire però l’approccio del nuovo capo dell’Antitrust Ue, non troppo a favore dell’incremento dei prezzi che solitamente segue il consolidamento, a giudicare dalle prime esternazioni”

Dopo una trattativa durata oltre un anno, complicata dal disaccordo sulle modalità della fusione, sul controllo della nuova società e da divergenze sul prezzo, ora l’intesa sarebbe più vicina, seconod quanto due fonti vicine all’operazione hanno confermato al quotidiano della City. La prospettiva più concreta sembra quella che porterebbe nelle mani di Hutchison il 51% della nuova società, con la decisione finale che potrebbe pero richiedere ancora diverse settimane prima di andare eventualmente in porto. Una fusione tra i due operatori darebbe vita a un gruppo con in mano circa un terzo del mercato della telefonia mobile italiana, di dimensioni paragonabili a quelle di Telecom Italia e Vodafone.

Nelle trattative, secondo quanto riporta il Financial Times, sarebbe coinvolto in pirma persona il maggior azionista di Vimpelcom, Alfa Group, di proprietà del miliardario russo Mikhail Fridman.