Yahoo svela la strategia "mobile first", avanti tutta sulle app - CorCom

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Yahoo svela la strategia “mobile first”, avanti tutta sulle app

Alla conferenza con gli sviluppatori l’Ad Marissa Mayer presenta un pacchetto gratuito di programmi software dedicato ai web developer. In cambio la società conta di inserire annunci pubblicitari nelle applicazioni per telefonini e condividere i ricavi

20 Feb 2015

L.M.

Yahoo punta sul mobile. Priva di un proprio sistema operativo mobile e di una proprio telefono, la company statunitense ha in buona parte perso la corsa all’oro nel mercato delle applicazioni per mobile che è avvenuta in questi anni. Ma adesso sta tentando in ogni modo di rifarsi.

Per questo, alla sua prima conferenza con gli sviluppatori dedicata al mondo mobile, l’amministratore delegato Marissa Mayer ha svelato un pacchetto di programmi – disponibile gratuitamente – per aiutare i web developer a monetizzare le applicazioni. Lo riporta l’edizione online del Wall Street Journal, specificando che si tratta di programmi software che comprendono una nuova dashboard per gli analytics e un servizio di ricerca all’interno delle applicazioni.

In cambio la società conta di vendere inserzioni pubblicitarie attraverso le migliaia di applicazioni “terze parti” e condividere i ricavi. Yahoo ha aperto a 200mila sviluppatori di applicazioni con cui già collabora due delle sue piattaforme pubblicitarie per video, Gemini e Brightroll. La nuova offerta include i cosiddetti annunci pubbliciatri “app-install”, formato pubblicitario popolare e in forte crescita che si è dimostrato proficuo per Facebook.

Marissa Mayer, messa a capo della compagnia di Sunnyvale per risollevarne i conti, ha spiegato che circa un quinto dei ricavi di Yahoo ora viene dal mobile – 254 milioni di dollari nel quarto trimestre – e che oltre la metà del suo miliardo di utenti si connette da dispositivi mobili.

Negli ultimi anni la società californiana ha messo a segno diverse acquisizioni di start up specializzate in app per smartphone e dispositivi mobili, come Flurry – acquistata lo scorso anno per 200 milioni di dollari – che oggi è alla base degli strumenti software offerti agli sviluppatori.

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