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Yahoo! utili in linea con attese ma calano i ricavi

Nel secondo trimestre profitti a 237 milioni di dollari. Sul fatturato (-5%) pesa la partnership con Microsoft. Il Ceo Bartz: “Problemi con adCenter”

20 Lug 2011

Niente sorprese per il gigante informatico Yahoo!, che riporta
risultati in linea con le previsioni degli analisti per il secondo
trimestre dell'anno. Gli utili sono cresciuti a 237 milioni di
dollari -18 centesimi per azione – in rialzo rispetto ai 213
milioni – 15 centesimi per azione dello stesso periodo
dell'anno precedente. La società californiana ha però
registrato un calo del giro d'affari del 5%, a 1,1 miliardi
dollari. Gli esperti avevano stimato profitti per 18 centesimi per
azione su un giro d'affari di 1,1 miliardi.

"Abbiamo fatto evidenti progressi nella ricerca e registrato
una notevole crescita nel tempo che i nostri utenti trascorrono sui
nostri siti", ha commentato l'amministratore delegato,
Carol Bartz. Il calo del giro d'affari è da attribuirsi,
secondo l'azienda, all'accordo con il gigante tecnologico
Microsoft, che permette a quest'ultimo di avere accesso alle
tecnologie Yahoo! per la ricerca e che guadagna il 12% del
fatturato derivato dalla pubblicità sui siti di Yahoo!. Infatti,
escludendo questa voce, il fatturato sarebbe cresciuto dell'1%
rispetto al 2010. "Si sono verificati problemi con la
tecnologia dell'adCenter", ha sottolineato il Ceo.

Per quanto riguarda il trimestre in corso, il terzo, la società ha
detto di attendere che il giro d'affari rimanga in una
forchetta compresa tra l'1,05 miliardi e l'1,1
miliardi.

La Bartz ha inoltre rassicurato gli investitori sulla sorte di
Alibaba, il sito cinese di e-commerce di cui Yahoo! detiene il 43%.
In maggio il motore di ricerca aveva annunciato la vendita del
servizio di pagamento online, Alipay, ad una società controllata
dal magnate Jack Ma, senza però l'approvazione del board e
degli azionisti.
"Abbiamo lavorato a questa operazione con estrema attenzione,
assicurandoci che Alibaba abbia un'equa remunerazione per la
cessione di Alipay", ha puntualizzato Bartz.

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