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TURISMO DIGITALE

Yonderbound, la startup al femminile contro AirBnb

Creata da tre donne manager, è una piattaforma di “turismo esperienziale”: chiunque può pubblicare la propria storia di viaggio e ricevere una fee se l’utente compra il pacchetto. Ha raccolto finanziamenti per 2 milioni di euro, ad agosto presenterà la versione potenziata del sito. La Ceo Barbara Muckermann: “L’e-commerce è maturo, ora puntiamo sulla narrazione”

18 Feb 2015

Luciana Maci

Ha un cuore italiano e tutto al femminile Yonderbound, piattaforma di “turismo esperienziale” che si candida a sfidare un colosso internazionale come AirBnb sul terreno del turismo digitale innovativo.

L’idea è venuta a tre donne italiane, Barbara Muckermann, Barbara Biffi e Lauren Serrano, con oltre 30 anni di esperienza nel settore turistico e dei viaggi. Le professioniste hanno ritenuto che ci fosse mercato per un nuovo social travel marketplace: una piattaforma dove i blogger di viaggi (ma anche i semplici viaggiatori) descrivono esperienze turistiche indicando alberghi, ristoranti o altri siti. L’utente fa la sua ricerca e, se decide di acquistare quel pacchetto, il blogger viene retribuito dai gestori del sito con il 70% delle revenue. Nel database sono presenti attualmente circa 380mila hotel e appartamenti in tutto il mondo.

Dopo aver partorito il progetto nell’estate 2013, le tre donne hanno deciso di lasciare i loro lavori ben retribuiti per dedicarsi interamente all’iniziativa. “A un certo punto – dice a Cor.Com la Ceo Barbara Muckermann (nella foto), già Chief marketing officer di Msc Crociere – ci siamo rese conto che l’e-commerce era un settore maturo e non cresceva più. L’utente va online per cercare il biglietto aereo al miglior prezzo, ma in un certo senso tutto finisce lì. L’organizzazione di un viaggio è una cosa più complessa: ci si rivolge a un’agenzia di viaggi, si leggono riviste di settore, se ne parla con gli amici. Yonderbound nasce per questo: chiunque ha una storia di viaggio può raccontarla, condividerla e monetizzarla”.

Il team ha dedicato il primo anno a costruire la piattaforma, per il momento solo in lingua inglese, che è stata lanciata ad aprile 2014 ed è tuttora in versione beta. La sede legale della società è in Lussemburgo. “Ci abbiamo investito tutto quello che avevamo” dice la manager. La startup ha raccolto finora investimenti per un totale di 2 milioni di euro da alcuni angel investors di cui preferisce non rivelare il nome e sta per chiudere un nuovo round di finanziamenti. Nel frattempo ha stretto un accordo con Virtuoso, network di agenzie di viaggi di lusso, e conta di presentare la versione sviluppata e potenziata della piattaforma il prossimo agosto alla Virtuoso Week, grande evento a Las Vegas. “In questi mesi abbiamo riscontrato un’ottima risposta da blogger e agenti di viaggio” dice l’intervistata.

In pratica come funziona Yonderbound? Un blogger di viaggi può postare un itinerario in una determinata località turistica, suggerendo alberghi, ristoranti e locali, ma garantendo al tempo stesso una breve narrazione del viaggio: qualcosa di diverso e personalizzato rispetto a un volantino o al nudo programma. Se l’utente si lascia affascinare dalla descrizione e decide di acquistare il pacchetto, la società retribuirà il blogger con il 70% dei ricavi. Ma in realtà chiunque può improvvisarsi consulente di viaggi. Se un utente ha fatto un tour che lo ha particolarmente colpito, può pubblicare il suo racconto sul sito, completo di indicazioni sui luoghi da non perdere. In questo caso, se qualcun altro sceglie di comprare quel viaggio, la società assegna un credito a chi è riuscito a venderlo. Accumulando un determinato numero di crediti, quell’utente ha la possibilità di “vincere” un viaggio pubblicizzato da Yonderbound.

Bisognerà attendere qualche mese per capire se la scommessa delle tre manager sarà vincente. Certamente si colloca in un panorama in cui gli Over the Top (Ott) stanno introducendo elementi di disruption anche nel settore dell’offerta turistica. È il caso di AirBnb, servizio nato nel 2007 e diventato numero uno al mondo negli affitti a breve termine di stanze, appartamenti, dimore storiche e molto altro offerti da privati ad altri privati. Se crescerà, Yonderbound potrebbe provare a sfidare anche questo gigante statunitense.

“Il digital tourism – spiega Carlo Alberto Carnevale Maffè, docente di Strategia alla School of Management dell’Università Bocconi di Milano – non è più solo e-commerce, i competitor del settore non si confrontano più soltanto sul prezzo. Siamo passati a una fase ulteriore: diventa importante proporre una customer experience personalizzata, una ‘storia’ da far vivere all’utente”. È quello che intendono fare le tre donne di Yonderbound.

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