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PRIVACY

Youtube, tempesta sui “kids”. Gli analisti: “Serve una svolta, non un rattoppo”

All’indomani dell’indagine della Federal Trade Commission emergono voci critiche sul modello di business basato sugli utenti più giovani. Enzo Mazza (Fimi): “Furono proprio i ragazzini la leva della campagna anti-copyright”

20 Giu 2019

Si affaccia di nuovo il tema “super-sensibile” dei minori al centro delle polemiche su Youtube. All’indomani dell’indagine della Federal Trade Commission perde peso l’ipotesi che la piattaforma di proprietà di Google trasferisca i contenuti per bambini nel canale dedicato Youtube Kids: troppe incertezze per un business che si basa per la maggior parte sulla platea degli under-14: 12 dei 20 video più visti in aprile erano destinati ai bambini. “Non sarebbe una buona idea”, è il commento di molti osservatori.

L’indagine negli Usa è stata avviata dopo le denunce di gruppi di consumatori e associazioni per la difesa della privacy.  Nel mirino della Ftc i video indirizzati al pubblico dei minori, sia per quanto riguarda i contenuti sia per alcune pratiche commerciali. L’azione dell’authority Usa rischia di finire con una maxi multa per il social.

Non è la prima volta che prende forza il ruolo dei bambini nel business della piattaforma di proprietà di Google. “Youtube – scrive su Variety Janko Roettgers – deve investire nella gestione dei contenuti, invece di ‘mettere toppe’ ai problemi che ogni volta si ripresentano”.

Ma la questione emersa è rilevante “soprattutto – commenta Enzo Mazza Ceo di Fimi –  se consideriamo la campagna promossa la scorsa estate da YouTube contro la direttiva europea sul copyright che fu proprio rivolta ai giovanissimi con messaggi terroristici sui rischi di perdere i propri video degli youtuber preferiti. Una campagna vergognosa che per fortuna fu considerata come tale anche dai parlamentari ed istituzioni europee”. In quell’occasione infatti furono proprio i minori a essere “utilizzati” come testimonial da Youtube per veicolare la campagna contro la direttiva copyright. In alcuni popup i bambini venivano incoraggiati a “tormentare” i genitori sul tema avvertendo delle conseguenze dell’applicazione della direttiva Ue. Una strategia condannata come “ingannevole” dalla Commissione Ue.

Che con il pubblico dei minori Youtube abbia un problema lo dimostra anche l’ultimo aggiornamento sulla privacy che si attiverà dal 22 luglio. “Se permetti ai tuoi figli di usare YouTube Kids – recita il messaggio inviato dall’azienda – tieni presente che quando accetterai i nuovi termini lo farai anche a loro nome. Parla loro di queste modifiche”. Come dire: la responsabilità spetta sempre ai genitori. Solo a loro.

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