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Zanella (Adecco): “Curiosità prima qualità del social media manager”

La manager: “Insieme alla capacità di captare i trend è la dote più importante”

09 Mar 2014

Dario Banfi

Da responsabile marketing di Monster Italia e poi Xing al ruolo di Global Online Marketing and Social Media Director del Gruppo Adecco. Silvia Zanella non guida soltanto la comunicazione social della multinazionale, ma si confronta con il mercato del lavoro e la domanda di competenze.
C’è spazio per i social media manager?
Direi proprio di sì. Personalmente ne sto selezionando alcuni per rinforzare il mio team. È una figura di recentissima istituzione, fino pochi anni fa non considerata degna di una posizione aziendale. Il ruolo era relegato, addirittura, nelle mani del classico stagista. Le cose stanno cambiando e nei mercati più maturi sta scavalcando ruoli più tradizionali.
Cioè?
È una tendenza che vedo negli Usa o in Asia. Tutte le attività e strategie marketing nascono nel segmento digital oramai e soltanto dopo sono declinate su linee operative più tradizionali. Eventi o campagne prevedono sempre azioni sui canali social. Questo sta portando un ridesign organizzativo e la trasformazione delle funzioni di mkt, mettendo in primo piano i social media manager.
Esperienza sul digital o nel marketing?
Chi parte operando sui social spesso è più sveglio e capace di mantenere vive le relazioni, ma fatica a entrare nell’organizzazione del lavoro e svolgere attività in maniera strutturata. La seconda via è più tradizionale, vicina alla cultura aziendale, ma meno aperta al cambiamento di mentalità richiesta dai social. Puoi anche avere fatto mille campagne marketing, ma conta più la voglia di sperimentare, inventare e perfino sbagliare.
Dentro l’azienda o in outsourcing?
Dipende dal tipo di business. Noi parliamo di lavoro. Per la delicatezza del tema preferisco siano figure interne, motivate, autorevoli, capaci di interpretare le necessità e dialogare. Va considerato poi il ruolo svolto verso il cliente interno.
In quale modo?
Spesso hanno anche la funzione di facilitatori, assecondando dinamiche di comunicazione esterna alimentata dal basso. Se il social media management resta una pura funzione del mkt è fallimentare. Ogni dipendente dovrebbe farsi ambasciatore dei valori aziendali in Rete. L’azienda e il social media manager dovrebbero incoraggiarli, non limitare l’uso di Facebook o Twitter, come avviene spesso.

Le sua competenze tecniche?
Primo: saper scrivere in maniera corretta ed efficace. Non ci si improvvisa. Poi saper ascoltare. Essere multitasking sui diversi media. Saper leggere le metriche. Un buon manager deve saper interpretare i dati e in caso modificare le strategie.
Quali percorsi professionali?
Ci si può ancora permettere di avere percorsi non troppo lineari, anche se alcuni hanno già 3-5 anni d’esperienza. Chi ha voglia di fare questo lavoronon deve tardare troppo a manifestarlo.
Il candidato ideale?
Una persona con l’attitudine a comunicare, grande curiosità e capacità di captare nuove tendenze, sapendole associare a strategie di business.

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