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LA DECISIONE

Zte fuori dalla “blacklist” del commercio Usa, Xianming: “Ora avanti su 5G”

Il Dipartimento del Commercio rimuove il colosso cinese dalla sua Entity List dove era finito per aver violato l’embargo commerciale contro l’Iran. Il ceo: “Si apre una nuova era all’insegna della collaborazione”

29 Mar 2017

F.Me

Gli Usa rimuovono Zte dalla lista nera del commercio. La decisione del Dipartimento del Commercio dopo che il colosso cinese ha ammesso di aver violato l’embargo commerciale contro l’Iran e accettato di pagare 900 milioni di sanzioni. Gli Stati Uniti avevano accusato Zte di aver venduto illegalmente attrezzature e software di provenienza Usa all’Iran, dal 2010 al 2016. Durante questo periodo Zte si sarebbe attivata per acquistare componenti statunitensi per il valore di 32 milioni di dollari, e spedirli in Iran tramite terze parti, o in ogni caso in modalità occulte. Motivo per cui il Dipartimento del Commercio aveva impedito ai fornitori locali di vendere a Zte attrezzature made in Usa e, dunque, “congelando” di fatto la supply chain.

“Oggi, Zte volta pagina su un capitolo impegnativo del suo passato e guarda con ottimismo al futuro – commenta il ceo di Zte, Zhao Xianming- Ammettendo gli errori che sono stati compiuti ed accettando la relativa responsabilità, e concentrandoci sulla possibilità di portare un cambiamento positivo in azienda, puntiamo a una Zte conforme, sana e meritevole di fiducia. Sulla base di questo accordo, assieme alle recenti iniziative intraprese per ottimizzare le operazioni e rafforzare la leadership innovativa di Zte in tema 5G, prevediamo per i prossimi anni una crescita e un’espansione continua del business, nel segno della collaborazione con i nostri partner negli Stati Uniti e in tutto il mondo”.

L’8 marzo Zte ha patteggiato con gli Usa la questione dei controlli e delle sanzioni sull’export: L’azienda cinese ha riconosciuto la sua errata condotta, assumendone la responsabilità e confermando l’impegno a portare un cambiamento positivo in azienda, istituendo nuove procedure incentrate sulla compliance ed effettuando cambi significativi a livello di personale. L’accordo con l’Ofac (Office of Foreign Assets Control) ha effetto immediato, quello con il Dipartimento di Giustizia è in attesa dell’approvazione del Tribunale Distrettuale per il Distretto Settentrionale del Texas. L’approvazione del Dipartimento di Giustizia è prerequisito necessario perché la Banca dei regolamenti internazionali emetta l’ordine di conciliazione.

Nel dettaglio Zte ha pattuito una sanzione penale e civile pari a 892.360.064 di dollari, e una penale aggiuntiva di 300.000.000 destinata alla Banca dei regolamenti internazionali, che sarà sospesa per un periodo di sette anni, a condizione che l’azienda rispetti i termini dell’accordo.