CONCORRENZA

Aiuti di Stato a Apple? L’Ue fa ricorso contro il “colpo di spugna” in Irlanda

La Commissione si appella alla Corte di Giustizia europea: al centro della controversia il pronunciamento del tribunale che aveva annullato la restituzione di 13 miliardi di tasse non pagate decisa dall’Antitrust. Vestager: “I giudici hanno commesso una serie di errori”

25 Set 2020

A. S.

La decisione del tribunale Ue che aveva annullato le sanzioni dell’Antritrust contro Apple non va giù alla Commissione europea, che presenta un appello alla Corte di Giustizia. L’autorità per la concorrenza aveva stabilito che la casa di Cupertino avrebbe dovuto versare 13 miliardi di euro all’Irlanda, ricevuti da Dublino come “aiuti di Stato illegali”, ma la decisione era stata azzerata dalla sentenza del tribunale Ue a luglio. L’authority guidata da Margrethe Vestager rimane però ferma sulla propria posizione, e decide di presentare ricorso contro il pronunciamento: “La sentenza del tribunale solleva importanti questioni giuridiche”, afferma Vestager, sottolineando che “la Commissione ritiene rispettosamente che nella sua sentenza il Tribunale abbia commesso una serie di errori di diritto”.

“Garantire che tutte le società, grandi e piccole, paghino la loro giusta quota di tasse rimane una priorità assoluta per la Commissione – aggiunge il commissario alla Concorrenza – Il Tribunale ha ripetutamente confermato il principio secondo cui, sebbene gli Stati membri abbiano la competenza per determinare la loro legislazione fiscale, devono farlo nel rispetto del diritto Ue, comprese le norme sugli aiuti di Stato”.

La vicenda aveva avuto inizio nell’agosto del 2016, quando l’Antitrust Ue aveva deciso che l’Irlanda avrebbe dovuto recuperare da Apple i 13 miliardi di euro che risultavano come aiuti di Stato illegali per il colosso guidato da Tim Cook. Grazie a due “tax ruling”, infatti, secondo la lettura dei fatti dell’Antitrust – quindi ad accordi fiscali ‘ad hoc’ tra autorità e aziende, stipulati nel 1991 e 2007, Apple aveva evaso tasse che avrebbe dovuto pagare sui profitti generati dalle vendite in Ue, in Africa e Medio Oriente.

“Se gli Stati membri concedono a determinate multinazionali vantaggi fiscali non disponibili ai loro concorrenti, ciò danneggia la concorrenza leale nell’Ue, in violazione delle norme sugli aiuti di Stato”, conclude Vestager, determinata a “continuare a utilizzare tutti gli strumenti a nostra disposizione per garantire che le aziende paghino la loro giusta quota di tasse”.

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