Bce, Lagarde: “Guardiamo all’Euro digitale, lo chiedono i cittadini” - CorCom

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Bce, Lagarde: “Guardiamo all’Euro digitale, lo chiedono i cittadini”

La presidente della Banca Centrale Europea: “Il progetto è ancora nella fase iniziale, appena lanciata la consultazione pubblica”. Sullo smart working: “Dopo la pandemia il lavoro non sarà più lo stesso”. E-payment in spolvero: “Crescita significativa in Italia e Germania”

12 Ott 2020

A. S.

La Banca centrale europea fa un altro passo verso la creazione dell’Euro digitale. A confermarlo durante un colloquio con il capo dipartimento europeo del Fondo Monetario Internazionale in occasione dell’avvio degli incontri annuali del Fondo e della Banca Mondiale è Christine Lagarde, presidente della Bce. “Stiamo guardando seriamente a un euro digitale – afferma – Il progetto è guidato dalle preferenze dei consumatori e dal desiderio degli europei di non utilizzare più tante banconote e monete come in passato”. I consumatori, secondo la visione della presidente Bce, vogliono ormai “effettuare pagamenti in modo digitale, in modo più economico, più veloce e con più sicurezza”.

Quello dell’Euro digitale, spiega Lagarde, è un progetto in fase di studio a Francoforte: “Abbiamo bisogno di capire tutte le conseguenze che ci saranno a seconda di come verrà disegnato. Siamo ancora nella fase dell’analisi e abbiamo appena lanciato la consultazione pubblica in modo che i consumatori, gli europei, possano dirci quali sono le loro preferenze e di come si sentirebbero a loro agio nell’utilizzare l’euro digitale sempre considerando che si tratta di una moneta affidabile di una banca centrale”

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Christine Lagarde si è poi soffermata sulla crescita dei pagamenti digitali nell’area Euro, che ha definito “significativa” riferendosi a Italia e Germania.

Infine lo smart working: “Dopo la pandemia – sottolinea Lagarde – il lavoro non sarà più come lo conoscevamo. L’emergenza ha portato numerosi cambiamenti strutturali, alcuni positivi e altri meno. Nei momenti peggiori il 50% delle persone ha lavorato da casa e attualmente di questi solo il 10% ha bisogno di tornare in ufficio”.

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