Connecting Europe Facility 2.0, via libera dalla Ue: 2 miliardi per il digitale - CorCom

I FONDI EUROPEI

Connecting Europe Facility 2.0, via libera dalla Ue: 2 miliardi per il digitale

Disco verde del Consiglio al pacchetto da 33,7 miliardi che finanzierà lo sviluppo di infrastrutture efficienti e sostenibili nei settori dei trasporti, delle reti veloci e dell’energia. In ambito tech, potranno qualificarsi progetti che contribuiscano al mercato unico e agli obiettivi di connettività

14 Giu 2021

Veronica Balocco

Via libera ufficiale del Consiglio europeo al programma Connecting Europe facility 2.0 (Cef 2.0) dell’Ue, del valore di 33,71 miliardi di euro, per finanziare lo sviluppo di infrastrutture efficienti e sostenibili nei settori dei trasporti, del digitale e dell’energia. Il voto del Consiglio, che riguarda la seconda edizione del programma, dal 2021 al 2027, sarà seguito dall’adozione finale del Parlamento europeo.

Per quanto riguarda la ripartizione del bilancio del Cef, ai trasporti toccheranno 25,81 miliardi di euro (compresi 11,29 miliardi di euro per i paesi della coesione); all’energia 5,84 miliardi di euro; al digitale 2,07 miliardi di euro.

Focus sulla trasformazione digitale

Nell’area della connettività digitale, in particolare, la portata del programma è stata ampliata per riflettere il fatto che la trasformazione digitale dell’economia e della società in generale dipende dall’accesso universale a reti di alta e altissima capacità affidabili ed economiche. La connettività digitale è anche un fattore decisivo per colmare i divari economici, sociali e territoriali. Per qualificarsi per il sostegno del Cef 2.0, un progetto dovrà contribuire al mercato unico digitale e agli obiettivi di connettività dell’Ue. Sarà data priorità ai progetti che generano una copertura aggiuntiva dell’area, anche per le famiglie. Il Cef 2.0 sottolinea le sinergie tra i settori dei trasporti, dell’energia e del digitale come un modo per rendere l’azione dell’Ue più efficace e ridurre al minimo i costi di attuazione. Promuoverà il lavoro intersettoriale in aree come la mobilità connessa e automatizzata e i carburanti alternativi.

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Gli altri ambiti oggetto di finanziamento

Nel campo dei trasporti, il Cef 2.0 promuoverà reti interconnesse e multimodali per sviluppare e modernizzare le infrastrutture ferroviarie, stradali, fluviali e marittime, oltre a garantire una mobilità sicura. Sarà data priorità all’ulteriore sviluppo delle reti di trasporto transeuropee (Ten-T), concentrandosi sui collegamenti mancanti e sui progetti transfrontalieri con un valore aggiunto Ue.
In ambito del bilancio dei trasporti, 1,38 miliardi di euro (a prezzi 2018) saranno utilizzati per finanziare grandi progetti ferroviari tra i Paesi della coesione. Il Cef 2.0 garantirà anche che quando le infrastrutture vengono adattate per migliorare la mobilità militare all’interno dell’Ue, siano compatibili con il doppio uso, soddisfacendo sia le esigenze civili che quelle militari. La mobilità militare avrà uno stanziamento separato di 1,69 miliardi di euro all’interno del bilancio dei trasporti.

Nel settore dell’energia, invece, il programma mira a contribuire all’ulteriore integrazione del mercato europeo dell’energia migliorando l’interoperabilità delle reti energetiche attraverso i confini e i settori, facilitando la decarbonizzazione e garantendo la sicurezza dell’approvvigionamento. Il finanziamento sarà disponibile anche per progetti transfrontalieri nel campo della generazione di energia rinnovabile.
Nella definizione dei criteri di aggiudicazione si terrà conto della coerenza con i piani energetici e climatici nazionali e dell’Ue, compreso il principio “l’efficienza energetica innanzitutto”.

Il programma mira anche a integrare l’azione per il clima, tenendo conto degli impegni di decarbonizzazione a lungo termine dell’Ue come l’accordo di Parigi. Il voto di oggi significa che il Consiglio ha adottato la sua posizione in prima lettura. L’atto giuridico deve ora essere adottato dal Parlamento europeo in seconda lettura prima di essere pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Ue. Il regolamento entrerà in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione. Si applicherà retroattivamente dal 1° gennaio 2021.

Nuno Santos: “Programma cruciale per la ripresa post-Covid”

“Sono molto felice che oggi siamo stati in grado di confermare l’adozione da parte del Consiglio del regolamento sul meccanismo per collegare l’Europa, dopo il trilogo finale con il Parlamento che abbiamo avuto l’11 marzo e sulla base di tutto il duro lavoro svolto dalle precedenti presidenze del Consiglio – sottolinea Pedro Nuno Santos, ministro portoghese delle Infrastrutture e degli Alloggi, presidente del Consiglio Ue -. Il Cef ha dato un grande contributo all’integrazione europea, in particolare facilitando i collegamenti transfrontalieri, promuovendo la coesione e la sostenibilità e rafforzando la competitività attraverso investimenti infrastrutturali mirati. Questo secondo Cef è ancora più forte e giocherà un ruolo significativo nella ripresa post-Covid e nella costruzione di un’Ue neutrale dal punto di vista climatico”.

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