LE NUOVE NORME

E-fattura e criptoasset, la Ue affila le armi contro le frodi

La proposta della Commissione introduce la comunicazione digitale in tempo reale ai fini dell’Iva: si punta a garantire fino a 18 miliardi di euro all’anno in più di entrate. Via anche alle misure sulla trasparenza fiscale di bitcoin & co

Pubblicato il 09 Dic 2022

italia, europa

Modernizzare e rendere il sistema dell’imposta sul valore aggiunto (Iva) dell’Ue più efficace per le imprese e più resiliente alle frodi, mediante l’adozione e la promozione della digitalizzazione. E’ l’obiettivo della serie di misure proposte dalla Commissione europea, nell’ambito di un programma che mira anche ad affrontare le sfide nel settore dell’Iva poste dallo sviluppo dell’economia delle piattaforme.

Il pacchetto assume la forma di modifiche di tre atti legislativi dell’Ue: la direttiva Iva, il regolamento di esecuzione del Consiglio e il regolamento del Consiglio relativo alla cooperazione amministrativa. Le proposte legislative saranno trasmesse al Consiglio per accordo e al Parlamento europeo e al Comitato economico e sociale per consultazione.

Comunicazione digitale in tempo reale

“Secondo gli ultimi dati sul divario dell’Iva, gli Stati membri hanno perso 93 miliardi di euro di entrate nel 2020. Stime prudenti indicano che un quarto delle entrate mancanti può essere attribuito direttamente alle frodi dell’Iva connesse agli scambi intra-Ue”, afferma la Commissione con una nota. Le azioni chiave proposte “aiuteranno gli Stati membri a riscuotere fino a 18 miliardi di euro all’anno in più di entrate Iva, e nel contempo promuoveranno la crescita delle imprese, comprese le Pmi”, sottolinea Bruxelles. Nel dettaglio, il nuovo sistema “introduce la comunicazione digitale in tempo reale ai fini dell’Iva basata sulla fatturazione elettronica, che fornirà agli Stati membri le informazioni preziose di cui hanno bisogno per intensificare la lotta contro le frodi, in particolare quelle ‘carosello'”.

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“Il passaggio alla fatturazione elettronica contribuirà a ridurre le frodi Iva fino a 11 miliardi di euro all’anno e a ridurre i costi amministrativi e di conformità per gli operatori dell’Ue di oltre 4,1 miliardi di all’anno per i prossimi dieci anni”, spiega la Commissione. Inoltre, “garantisce la convergenza a livello dell’Ue dei sistemi nazionali esistenti e spiana la strada agli Stati membri che intendono istituire sistemi nazionali di comunicazione digitale per gli scambi interni nei prossimi anni”.

Norme Iva aggiornate per gli operatori delle piattaforme 

In base alle nuove norme, gli operatori dell’economia delle piattaforme in tali settori “diventeranno responsabili della riscossione dell’Iva e del versamento dell’imposta alle autorità fiscali quando i fornitori dei servizi non lo fanno, ad esempio perché sono una piccola impresa o un singolo fornitore”. Oltre a fornire chiarimenti, questo “garantirà un approccio uniforme in tutti gli Stati membri e contribuirà a creare condizioni di concorrenza più eque tra i servizi ricettivi a breve termine e i servizi di trasporto online e tradizionali”.

Registrazione Iva unica in tutta l’Ue

“Semplificherà la vita per le Pmi, che altrimenti dovrebbero comprendere e rispettare le norme sull’Iva in tutti gli Stati membri in cui operano”, scrive l’esecutivo Ue. E ancora: sulla base del modello già esistente di “sportello unico per l’Iva” per le imprese di acquisti online, la proposta odierna consentirebbe alle imprese che vendono a consumatori in un altro Stato membro “di registrarsi una sola volta ai fini dell’Iva per tutta l’Ue e di adempiere ai loro obblighi in materia attraverso un unico portale online in un’unica lingua“. Secondo le stime, questa innovazione potrebbe far risparmiare alle imprese, in particolare alle Pmi, “circa 8,7 miliardi di euro in costi amministrativi e di registrazione su un arco di dieci anni”. Fra le altre misure per migliorare la riscossione dell’Iva rientra l’obbligo di introdurre lo sportello unico per le importazioni per talune piattaforme che agevolano le vendite ai consumatori nell’Ue. 

Criptoattività: arrivano le nuove norme fiscali Ue

La Commissione europea intanto ha proposto nuove norme in materia di trasparenza fiscale per tutti i fornitori di servizi che agevolano le operazioni in criptoattività per i clienti residenti nell’Unione europea. Il pacchetto, nominato Dac8, assume la forma di un emendamento alla Direttiva per la cooperazione amministrativa (Dac), e va ad integrare il regolamento sui mercati dei cryptoasset (Mica) e le norme antiriciclaggio.

“Una tassazione equa ed efficace è fondamentale per garantire entrate per gli investimenti e i servizi pubblici e nel contempo pone le basi per un contesto imprenditoriale in cui l’innovazione possa prosperare. Le autorità fiscali, tuttavia, non dispongono attualmente delle informazioni necessarie per monitorare i proventi ottenuti utilizzando criptoattività, che sono facilmente scambiate a livello transfrontaliero. Questo limita fortemente la loro capacità di garantire che le imposte siano effettivamente pagate, il che comporta perdite ingenti di gettito fiscale per i cittadini europei”, afferma l’esecutivo Ue con una nota.

Obblighi di comunicazione e sanzioni minime

“La proposta migliorerà la capacità degli Stati membri di individuare e contrastare la frode, l’evasione e l’elusione fiscali, imponendo a tutti i fornitori di servizi per le criptoattività – indipendentemente dalle loro dimensioni o da dove sono stabiliti – di comunicare le operazioni di clienti residenti nell’Ue”, sottolinea Bruxelles. Non solo.

La direttiva mira anche a stabilire “un livello minimo comune di sanzioni per le situazioni di inadempienza grave, come la totale assenza di comunicazione nonostante i solleciti amministrativi”. La Commissione ha proposto inoltre di estendere gli obblighi di comunicazione delle istituzioni finanziarie “alla moneta elettronica e alle valute digitali” e l’ambito di applicazione dello scambio automatico di informazioni “ai ruling preventivi transfrontalieri utilizzati da individui ad alto patrimonio netto”.

Il pacchetto sarà presentato al Parlamento europeo per consultazione e al Consiglio per adozione. Si prevede che i nuovi obblighi di comunicazione relativi alle criptoattività, alla moneta elettronica e alle valute digitali entreranno in vigore il 1º gennaio 2026.

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