LA STRATEGIA

Decennio digitale: l’Europa punta a 20 milioni di ingegneri IT

La Plenaria di Strasburgo approva il piano al 2030. Obiettivo: garantire competenze di base per l’80% degli europei. Il commissario Breton lancia la sfida occupazione. Ora la palla al Consiglio

24 Nov 2022

Veronica Balocco

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Competenze digitali: avanti tutta in Europa. La plenaria di Strasburgo del Parlamento Ue ha approvato – con 529 voti favorevoli, 22 contrari e 25 astensioni – l’accordo tra colegislatori sul programma strategico per il 2030 “Percorso per il decennio digitale” (Path to the Digital Decade), volto a garantire che l’Unione europea realizzi i suoi obiettivi per una trasformazione digitale conforme ai suoi valori. L’intesa dovrà ora essere formalmente approvata dal Consiglio prima della pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.

Decennio Digitale, cosa prevede il piano

La legislazione mira a garantire che l’80% della popolazione di età compresa tra i 16 e i 74 anni abbia almeno competenze digitali di base. “Durante i negoziati con il Consiglio, i deputati hanno chiesto che almeno il 75% delle imprese europee utilizzi servizi di cloud computing, big data e intelligenza artificiale e che oltre il 90% delle Pmi europee raggiunga almeno un livello base di intensità digitale”, spiegano i parlamentari con una nota. Il programma punta inoltre a garantire che “la vita democratica e i principali servizi pubblici siano pienamente accessibili online e che tutti i cittadini dell’Ue abbiano accesso alle proprie cartelle cliniche elettroniche entro il 2030”. Il testo “sosterrà i progetti multipaese, fornirà una struttura giuridica e consentirà il cofinanziamento da parte di diversi Stati membri, della Commissione e di investitori pubblici e privati”, conclude l’Eurocamera.

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L’intervento di Breton

Intervenendo nella plenaria di Strasburgo del Parlamento Ue per il dibattito sulla definizione del programma politico del Decennio digitale 2030, il commissario per il Mercato interno Thierry Breton non ha nascosto le mire dell’Unione in questo senso: “Le aziende del settore digitale sono quelle che hanno una maggiore resilienza alla crisi, lo vediamo quotidianamente, ed è per questo che entro il 2030 deve aumentare la capacità nel campo delle tecnologie digitali per il 90% delle nostre aziende – ha detto -. Noi vogliamo rafforzare le competenze digitali di tutti i nostri concittadini, per disporre anche di 20 milioni di ingegneri specializzati nel settore digitale qui in Europa entro il 2030“.

Un portale unico dell’Ue a favore delle pmi

Il focus digital dell’Europa, intanto, si estende a 360 gradi anche su tutti gli altri aspetti della transizione. La costruzione del portale unico dell’Unione, in questo senso, è un esempio. Intervenendo al convegno digital Sme Alliance a Bruxelles, il vice direttore generale DG Grow, Hubert Gambs, ha spiegato che lo strumento, in fase di realizzazione, “renderà davvero più facile per le imprese accedere alle informazioni online se vogliono fare affari, ad esempio, in un altro Stato membro e anche avere accesso alle procedure che devono essere completamente online”. Secondo Gambs, reti come Enterprise Europe sono necessarie per fornire supporto alle aziende “quando hanno problemi, ad esempio per diventare più verdi, se hanno domande sulla digitalizzazione”. “Quello che speriamo di ottenere con tutte queste attività – ha concluso – è offrire alle Pmi l’aiuto di cui hanno bisogno per rimanere a galla in tempi difficili e per crescere in tempi buoni e, per tutto questo è chiaro che abbiamo bisogno di pmi digitali nell’Unione Europea perché, come ho detto, forniscono le soluzioni necessarie per la doppia transizione”.

La “bussola” del Decennio digitale: dalle competenze ai servizi pubblici

Il Decennio digitale, in cui si inquadra la strategia europea su questi temi, rappresenta il quadro programmatico che include “visioni e prospettive per la trasformazione digitale dell’Europa entro il 2030”. Quattro i punti cardinali su cui si snoda la “bussola” proposta dall’Ue: competenze, infrastrutture digitali sicure e sostenibili, trasformazione digitale delle imprese. e digitalizzazione dei servizi pubblici.

Il programma strategico Percorso per il decennio digitale, in questo quadro, istituisce un meccanismo di monitoraggio e cooperazione per conseguire gli obiettivi e i traguardi comuni per la trasformazione digitale dell’Europa. Tale quadro si basa su un meccanismo di cooperazione annuale che coinvolge la Commissione e gli Stati membri. In un primo tempo la Commissione elaborerà le traiettorie previste dell’Ue per ciascun obiettivo insieme agli Stati membri, che a loro volta proporranno tabelle di marcia strategiche nazionali per raggiungerli.

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