Euro digitale, Sabatini: “Chance di innovazione ma non sia ulteriore strumento pagamento" - CorCom

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Euro digitale, Sabatini: “Chance di innovazione ma non sia ulteriore strumento pagamento”

Il direttore generale di Abi: “Strumento fondamentale per introdurre servizi bancari all’avanguardia e rafforzare il ruolo internazionale della nostra moneta”. E avverte: “Serve avviare percorso condiviso con Bce”

11 Mag 2021

Veronica Balocco

Sull’euro digitale “è importante e fondamentale che si avvii quanto prima un percorso condiviso, anche di sperimentazione, con le banche centrali nazionali, e in particolare con la Bce, perché si possa giungere rapidamente ad adottare soluzioni che consentano di contemperare le esigenze di tutti gli attori e di offrire nuove opportunità di crescita e di competitività al settore bancario e all’economia europea, rafforzando anche il ruolo internazionale dell’euro”. E’ quanto sostiene il direttore generale dell’Abi, Giovanni Sabatini durante il Global Banking Forum 2021.

“L’emissione di nuova moneta digitale della Bce segnerà un evento epocale nell’evoluzione della moneta”, sottolinea Sabatini, aggiungendo che “le banche centrali in tutto il mondo stanno analizzando e studiando la possibile emissione di moneta digitale”. L’Abi ritiene che “il disegno concreto dell’euro digitale e la tecnologia alla base dello stesso siano molto rilevanti al fine di consentire gli obiettivi di potenziamento dell’economia digitale europea e di sostegno all’introduzione di servizi innovativi per il sistema bancario”.

“Salvaguardare il ruolo delle banche”

Per l’Abi resta fondamentale che l’euro digitale “sia diverso da uno strumento di pagamento elettronico” ed è importante “salvaguardare e ampliare il ruolo di intermediazione delle banche”. Secondo Sabatini, “in un’economia di mercato regolato credo sia impossibile fare a meno della funzione essenziale dell’intermediazione svolta dalle banche”.

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Il dg ricorda la sperimentazione avviata a fine 2020 con Abi Lab, il centro di ricerca e innovazione dell’Abi, per un euro digitale basato sulla tecnologia dei registri distribuiti (blockchain): questa soluzione “potrebbe da un lato contemperare il pieno controllo e governo dell’emissione della banca centrale e dall’altro consentire alle banche di proporre nuovi servizi o servizi più efficienti”.

L’impegno della Commissione Ue

Il progetto di un euro digitale ha già destato l’interesse dei ministri delle Finanze europei, mentre la Commissione Ue – come emerso in occasione dell’Eurogruppo – si spinge anche oltre appoggiando i lavori preparatori condotti dalla Banca centrale europea, ai quali intende cooperare.
“La Commissione sostiene l’esplorazione di un progetto dell’euro digitale, come elemento potenzialmente importante di un settore della finanza digitale forte e innovativo e di sistemi di pagamento più efficienti e resilienti – ha detto in quell’occasione il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni – Un euro digitale potrebbe anche sostenere obiettivi politici più ampi: la digitalizzazione della nostra economia; aperta autonomia strategica; e rafforzare il ruolo internazionale dell’euro. Potrebbe integrare il contante e la già ricca offerta di soluzioni di pagamento al dettaglio private esistenti”.

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