LA DIRETTIVA UE

Europa digitale, via al piano anti-burocrazia per le aziende

Si applicherà a 18 milioni di imprese di cui 16 milioni di srl. Risparmi stimati per 427 milioni di euro l’anno. Avanti tutta anche sui visti digitali in area Schengen. Michiel Scheffer nuovo presidente dell’European Innovation Council

Pubblicato il 29 Mar 2023

europa 2

Facilitare le operazioni delle società transfrontaliere e ad aumentare la trasparenza e la fiducia delle imprese rendendo pubbliche a livello dell’Ue maggiori informazioni sulle società. E ancora: ridurre la burocrazia per le imprese che operano con l’estero, risparmiando circa 437 milioni di euro di oneri amministrativi all’anno. Sono gli obiettivi della proposta di direttiva adottata dalla Commissione europea nel quadro di un progetto di facilitazione, da parte delle aziende, dell’uso di strumenti e processi digitali nel diritto societario dell’Ue. La proposta contribuirà anche a favorire un’ulteriore digitalizzazione del mercato unico e aiuterà le imprese, in particolare quelle di piccole e medie dimensioni, a fare affari nel quadro dell’Unione.

La proposta si applicherà a circa 16 milioni di società a responsabilità limitata e a 2 milioni di imprese nell’Ue. In particolare, le società che intendono intraprendere attività commerciali transfrontaliere o creare filiali o succursali transfrontaliere “beneficeranno di risparmi annuali ricorrenti (riduzione degli oneri amministrativi) di circa 437 milioni di euro all’anno grazie alla semplificazione amministrativa, compresa l’applicazione del principio ‘una tantum’ abolendo l’apostilla e introducendo un certificato di impresa Ue”, spiega la Commissione.

Quattro step per ridurre la burocrazia

Per ridurre la burocrazia e gli oneri amministrativi per le imprese transfrontaliere, le norme comprendono quattro misure.

La prima è l’applicazione del principio ‘una tantum’, “in modo che le imprese non debbano ripresentare le informazioni quando aprono una filiale o una società in un altro Stato membro: le informazioni pertinenti possono essere scambiate attraverso il sistema di interconnessione dei registri delle imprese (Bris)”.
La seconda e’ “un certificato societario Ue, contenente una serie di informazioni di base sulle società, che sarà disponibile gratuitamente in tutte le lingue dell’Ue”.
Terza misura, “un modello standard multilingue per una procura digitale dell’Ue che autorizzerà una persona a rappresentare la società in un altro Stato membro”.
Quarta, “l’eliminazione di formalità come la necessità di un’apostilla o di traduzioni certificate per i documenti aziendali”.

Focus sulla trasparenza

Sul piano della trasparenza, la proposta mira “a garantire che le informazioni importanti sulle imprese (ad esempio sulle partnership e sui gruppi di imprese) siano disponibili al pubblico, in particolare a livello dell’Ue, attraverso il Bris“; “a facilitare la ricerca di informazioni sulle società nell’Ue, sia con il Bris che con altri sistemi Ue che interconnettono i registri nazionali della proprietà effettiva e i registri delle insolvenze”; “a garantire che i dati sulle società nei registri delle imprese siano accurati, affidabili e aggiornati, ad esempio prevedendo controlli delle informazioni sulle società prima che vengano inserite nei registri delle imprese in tutti gli Stati membri”.

Digitalizzazione dei visti: al via l’iter

Intanto, gli ambasciatori degli Stati membri dell’Ue hanno approvato il mandato per il Consiglio dell’Ue a negoziare con il Parlamento europeo la proposta di digitalizzazione della procedura di rilascio dei visti. La norma mira a introdurre la possibilità di richiedere un visto online e a sostituire l’attuale vignetta con un visto digitale, con “l’obiettivo di rendere più efficiente la procedura di richiesta del visto e migliorare la sicurezza dello spazio Schengen”.

Le nuove norme proposte prevedono la creazione di piattaforma per le domande di visto. Di fatto, tutte le domande di visto Schengen saranno presentate attraverso questa piattaforma, un unico sito web che le inoltrerà ai sistemi di visto nazionali pertinenti. Su questa piattaforma, i richiedenti il visto potranno introdurre tutti i dati richiesti, caricare copie elettroniche dei documenti di viaggio e di supporto e pagare i diritti per il visto. Saranno inoltre informati delle decisioni relative al loro visto.

“La presentazione di persona al consolato sarò necessaria solo per i richiedenti che si presentano per la prima volta, per le persone i cui dati biometrici non sono più validi e per coloro che hanno un nuovo documento di viaggio”, ha precisato il Consiglio. Nel caso in cui una persona intenda visitare più Paesi dell’area Schengen, la piattaforma determinerà automaticamente quale tra questi Stati è il responsabile dell’esame della domanda in base alla durata del soggiorno. “Tuttavia, il richiedente avrà anche la possibilità di indicare se la domanda deve essere esaminata da uno specifico Stato membro in base allo scopo del viaggio”. Secondo le nuove norme proposte, i visti saranno rilasciati in formato digitale, sotto forma di codice a barre 2D, con firma crittografica. “Questo ridurrà i rischi di sicurezza legati alla contraffazione e al furto dei visti adesivi”, ha concluso il Consiglio.

Scheffer nuovo presidente del Consiglio europeo dell’innovazione

La Commissione europea, infine, ha deciso di nominare Michiel Scheffer consigliere principale della Direzione generale Ricerca e innovazione (Rtd). Scheffer ricoprirà il ruolo di presidente del Consiglio europeo per l’innovazione (Eic), organismo recentemente istituito nell’ambito del programma Horizon Europe (2021-27) con un budget di oltre 10 miliardi di euro per identificare, promuovere e scalare le tecnologie innovative e l’innovazione dirompente. La data di entrata in vigore della sua nomina sarà determinata in seguito.

Dal 2000 Scheffer è ceo di Polisema, consulente e investitore per le start-up (nei settori dell’Ict, dei tessuti tecnici, dei tessuti medici, dei dispositivi medici, dell’accumulo di energia e della bioraffineria). E’ stato anche fondatore e amministratore delegato di Noéton Policy in Innovation, fornitore di servizi di consulenza alle aziende in diversi settori, tra cui gestione dell’innovazione, gestione dei programmi e affari pubblici. In questa veste ha progettato e gestito diversi progetti finanziati dall’Ue. Come ministro regionale della Gheldria, è stato nominato miglior politico regionale dei Paesi Bassi nel 2018.

Valuta la qualità di questo articolo

La tua opinione è importante per noi!

Articoli correlati

Articolo 1 di 4