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LO STUDIO

Ftth al ralenti in Europa, il Cerre: “Fondi Ue spesi poco e male”

Secondo un report del “Centre on regulation in Europe” la banda ultralarga riceve meno del 5% dei fondi europei disponibili. In italia si spendono circa 145 euro pro-capite, in Francia 215. Al top solo Lussemburgo, Malta e Belgio

22 Nov 2018

La spesa europea per finanziare l’espansione della rete Ultrabroadband è troppo bassa, e di questo passo ci vorranno trent’anni per raggiungere gli obiettivi che l’Unione si è posta rispetto alla copertura FTTH (Fiber to the home). A lanciare l’allarme è lo studio “State aid for broadband infrastructure in Europe. Assessment and policy recommendations”, stilato dal Cerre (Centre on regulation in Europe), associazione non-profit di respiro internazionale intorno alla quale ruotano autorità di regolamentazione e controllo, operatori del settore delle Utilities e università provenienti da tutta Europa.

Lo studio evidenzia che i fondi pubblici messi nel complesso a disposizione dello sviluppo delle reti ad alta velocità ammontano a circa sette miliardi di euro l’anno. Troppo pochi, senza contare che sono soggetti a scarso coordinamento, monitoraggio insufficiente e soprattutto a regole che hanno bisogno di essere semplificate e aggiornate. La banda ultralarga riceve meno del 5% dei fondi europei disponibili nonostante l’infrastrutturazione sia riconosciuta come una priorità strategica dalla stessa Commissione. C’è poi il tema della frammentazione delle iniziative dei singoli Paesi membri: secondo il report, nel periodo 2003-2018 la Francia ha investito circa 215 euro a testa per ogni suo cittadino, l’Italia 145 euro, mentre la maggior parte dei governi meno di un centinaio di euro. Ma ci sono anche alcuni Stati che non hanno superato i dieci euro pro capite. Tra i Paesi più avanzati in questo senso, lo studio cita invece Lussemburgo, Malta e Belgio, che sono riusciti a ottenere network relativamente estesi e ad alta capacità, senza fare leva sul sostegno pubblico.

Il rapporto, che è stato stilato analizzando 157 piani di azione notificati dagli Stati membri alla Commissione europea negli ultimi 15 anni, non si limita a puntare il dito contro la negligenza di operatori e istituzioni, ma fornisce anche una serie di raccomandazioni per imprimere un’accelerazione ai lavori. Tra queste si parla di aumentare il coordinamento tra le iniziative della Banca europea per gli investimenti e gli strumenti della Commissione europea sul fronte della concorrenza per garantire che in ciascun caso vengano utilizzate tutte le risorse a disposizione. Ma occorrerebbe pure potenziare la quota di fondi pubblici destinati da ogni Paese all’infrastruttura FTTH e condividere più dati relativi allo stato di avanzamento dei lavori, valutando l’efficacia delle misure adottate. Come accennato, servirebbe prima di tutto chiarire le linee guida che determinano il quando e il come dell’intervento pubblico, con politiche di prezzo adeguate, atte a stimolare il roll out delle nuove reti.

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