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LA RICORRENZA

Il digital single market compie 4 anni. Viola: “Centrati 28 obiettivi su 30”

Il direttore generale DG Connect della Commissione Europea celebra con un tweet il “compleanno” del mercato unico digitale europeo: “Risultati importanti frutto di un grande lavoro, dalla cybersecurity ai dati, dai media alla connettività”

06 Mag 2019

Antonello Salerno

Il Digital single market europeo spegne oggi quattro candeline. A celebrare il compleanno con un tweet è Roberto Viola, direttore generale Dg Connect della Commissione Europea: “In questi quattro anni – afferma – abbiamo messo in pratica 28 delle 30 iniziative pianificate: molto lavoro e risultati importanti su temi fondamentali del digitale, come la cybersecurity, i dati, i media e la connettività”.

L’idea di dare vita a un mercato unici digitale per l’Europa nasce dalla constatazione che Internet e le tecnologie digitali stanno trasformando il mondo in cui viviamo, e che per facilitare questa trasformazione e coglierne a pineo le opportunità è necessario abbattere gli ostacoli per i cittadini, le imprese, startup e governi nello scambio online di beni e servizi e nell’utilizzo degli strumenti digitali. L’obiettivo è quindi quello di abbattere le barriere normative, passando dai 28 mercati nazionali a un mercato unico, in un impegno che potrebbe portare all’intera area comunitaria benefici per 415 miliardi di euro – secondo le stime della Commissione, e creare centinaia di migliaia di nuovi posti di lavoro.


Tre gli ambiti su principali su cui si è basata finora la strategia europea per il digital single market: il miglioramento dell’accesso dei consumatori e delle imprese ai beni online, per contribuire a rendere il mondo digitale dell’Unione europea un mercato fluido ed equo per chi compra e chi vende. Mettere a disposizione di cittadini, imprese e governi un ecosistema in cui le reti e i servizi digitali possano prosperare, definendo norme che vadano di pari passo con la tecnologia e sostengano lo sviluppo delle infrastrutture. E infine considerare il digitale come motore della crescita, garantendo che l’economia, l’industria e l’occupazione in Europa possano trarre pieno vantaggio da ciò che la digitalizzazione offre.

Il punto di partenza dell’iniziativa voluta dalla commissione Juncker è quello di un ecosistema di piccole e medie imprese che soltanto nel 7% dei casi vende oltreconfine, e che grazie al digital single market può rivolgersi a una platea di oltre 500 milioni di persone, con importanti opportunità di crescita.

Per questo tra gli obiettivi principali ci sono lo sviluppo del commercio elettronico,  “contrastando la pratica dei blocchi geografici – spiega la commissione Ue – e rendendo la consegna oltreconfine dei pacchi meno costosa e più efficiente”. Il progetto prevede poi la modernizzazione delle norme europee sul copyright, l’aggiornamento delle regole sugli audiovisivi, creando “condizioni di parità per fonti digitali comparabili”, contrastando “i contenuti illeciti online” e proteggendo gli utenti più vulnerabili. Previsto inoltre il potenziamento della risposta dell’Europa agli attacchi informatici, rafforzando l’Enisa, Agenzia per la cybersecurity dell’unione europea, e “creando un’efficace risposta dell’UE in termini di deterrenza informatica e diritto penale per proteggere meglio i cittadini, le imprese e le istituzioni pubbliche”.

Fondamentale inoltre per la Commissione Ue sbloccare le potenzialità dell’economia dei dati, mettendo a punto norme chiare per il libero flusso di dati non personali nell’Ue.  Tra i cardini della strategia messa a punto e implementata in questi anni dalla Commissione Ue c’è inoltre la volontà di garantire che tutti nell’UE abbiano la migliore connessione Internet possibile, e di adattare le norme sulla tutela della privacy al contesto digitale. Quanto alle competenze, la priorità del digital single market è di aiutare le imprese grandi e piccole, i ricercatori, i cittadini e le amministrazioni pubbliche a sfruttare al meglio le nuove tecnologie, assicurando che tutti dispongano delle competenze digitali necessarie e finanziando la ricerca europea sulla salute e sui sistemi informatici ad alte prestazioni.

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