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COMMISSIONE EUROPEA

Innovazione, le regioni uniscono le forze: ecco le italiane scelte dall’Ue

Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna selezionate per il progetto di partenariato interregionale voluto dalla Commissione Ue: obiettivo spingere settori ad alto tasso innovativo. Big data, agricoltura hi-tech e economia circolare i fronti in gioco

07 Dic 2017

patrizia licata

Big data, bioeconomia, efficienza delle risorse, tecniche di produzione avanzate, cybersicurezza: sono questi i settori in cui la Commissione europea incoraggia e dà sostegno concreto all’attività di partenariato interregionale nell’Ue, in base a un nuovo progetto pilota finanziato a livello comunitario che mira a far emergere “i prodotti di successo dell’innovazione europea di domani”, come ha dichiarato Corina Creţu, Commissaria responsabile per la Politica regionale, spiegando così l’iniziativa: “Le regioni con capacità concorrenziali combinabili potranno presentare i loro progetti su una grande piattaforma comune. Con il sostegno adeguato dell’Ue, le loro buone idee si concretizzeranno in prodotti innovativi, tra cui ci saranno i prodotti di successo dell’innovazione europea di domani”.

La Commissione ha lanciato lo scorso settembre un invito a manifestare interesse in seguito al quale sono stati selezionati otto partenariati interregionali, guidati da una o più regioni coordinatrici: è rappresentata anche l’Italia con Lombardia, Toscana ed Emilia-Romagna per i settori, rispettivamente, dell’economia circolare, l’agricoltura hitech e i Big data nell’agrolimentare.

Ecco l’elenco completo fornito dalla Commissione in una nota: un partenariato di otto regioni sotto la guida delle regioni Brabante settentrionale (Olanda), Fiandre (Belgio) e Norte (Portogallo) svilupperà progetti congiunti nel campo della stampa 3D; un gruppo di nove regioni guidato dalle Fiandre collaborerà nel settore della bioeconomia; la Bretagna (Francia), insieme a tre regioni e all’Estonia, si concentrerà sulla cybersicurezza; la Lombardia e altre sette regioni hanno deciso di specializzarsi nell’economia circolare, in particolare nella fabbricazione con materiali riciclati (de/re-manufacturing); la Toscana, altre ventuno regioni e l’Estonia concentreranno i loro sforzi per sviluppare nuove soluzioni nell’agricoltura hitech; la Scozia e i Paesi Baschi coordinano un gruppo di sedici regioni in progetti comuni nel campo dell’energia rinnovabile marina ai quali partecipa anche la regione norvegese Sogn og Fjordane; l’Andalusia altre cinque regioni hanno scelto come priorità tematica le costruzioni sostenibili; l’Andalusia e l’Emilia-Romagna guidano inoltre un gruppo di nove regioni che presenterà progetti innovativi in materia di tracciabilità e Big data nel settore agroalimentare.

Questi partenariati beneficeranno del sostegno di gruppi speciali, costituiti all’interno della Commissione, a cui partecipano esperti di vari dipartimenti tematici. Gli esperti forniranno consulenze, ad esempio su come combinare in modo ottimale i fondi dell’Ue per finanziare i progetti.
Ogni partenariato potrà beneficiare in aggiunta di un servizio di consulenza esterno fino a un massimo di 200.000 euro per attività di potenziamento e commercializzazione. I finanziamenti provengono dal Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR).

I lavori con i partenariati inizieranno nel gennaio 2018 e continueranno fino al 2019. Il progetto pilota intende sperimentare nuovi approcci alla cooperazione interregionale e fornire alla Commissione europea dati concreti per contribuire dopo il 2020 alla riflessione sulla cosiddetta “specializzazione intelligente”, ovvero settori di nicchia competitivamente forti che diverse regioni d’Europa possiedono e che l’Unione intende aiutare a sviluppare per rendere le regioni dell’Ue più competitive e flessibili nel contesto dei grandi cambiamenti dovuti alla globalizzazione.

@RIPRODUZIONE RISERVATA
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