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FISCO

Tax ruling, eurodeputati sinistra contro Google & Co.

Le multinazionali si rifiutano di partecipare alle audizioni sul fisco. E l’ufficio di presidenza dell’S&D decide di sospendere gli incontri con i loro rappresentanti. Il presidente del gruppo Gianni Pittella: “Primo passo in attesa di una decisione simile del Parlamento Ue”

23 Ott 2015

Gli eurodeputati del gruppo S&D (Pse) non incontreranno più a meno di sostanziali novità i rappresentanti delle società multinazionali che non hanno partecipato alle audizioni della commissione speciale che indaga sui ‘tax rulings’. Lo ha deciso l’ufficio di presidenza del gruppo.

In una lettera il presidente del gruppo Gianni Pittella ha indicato che “questa decisione va considerata come un primo passo in attesa di una decisione simile del Parlamento europeo”. I ‘tax rulings’ sono gli accordi fiscali preventivi raggiunti da varie amministrazioni fiscali con i gruppi multinazionali.

Ieri la Commissione europea ha giudicato illegali gli accordi raggiunti da Fiat Finance and Trade con il Lussemburgo e da Starbucks con l’Olanda. Tra le multinazionali che non hanno volute partecipare all’audizione c’e’ anche Fiat Chrysler Automobile.

Recentemente il presidente della commissione speciale dell’Europarlamento che si sta occupando dei ‘tax rulings’ (non ha i classici poteri della commissione di inchiesta) ha offerto alle multinazionali che per una serie di ragioni non si sono sottoposti nei mesi scorsi alla ‘graticola’ del confronto con I deputati, la possibilita’ di rivedere la loro posizione.

Il caso e’ scoppiato all’inizio di questa estate quando e’ emerso che solo un ristretto gruppo di imprese si e’ resa disponibile per le audizioni: Airbus, Bnp Paribas, la societa’ eneergetica britannica Sse e Total. Tutte le altre hanno risposto picche con varie ragioni.

Amazon Uk, Anheuser-Bush InBev, Fiat Chrysler Automobiles, Hsbc Bank hanno dichiarato di non poter partecipare perche’ coinvolte direttamente nelle inchieste antitrust della Commissione europea; Barclays vorrebbe rispondere in forma scritta; Coca-Cola ha preferito incontrare I co-rapporteur della commissione speciale; Facebook, Philp Morris e Walmart hanno
rifiutato senza spiegazioni; Google ha spedito agli europarlamentari un documento sulle questioni fiscali; McDonald’s ha detto che la data proposta non andava bene a causa di importanti iniziative aziendali e comunque c’e’ la possibilita’ di una inchiesta antitrust; Ikea ha invitato lei stessa i membri della commissione speciale e ha inviato a Bruxelles un rapporto dell’anno scorso; Walt Disney si e’ dichiarata disponibile a incontrare i ‘commissari’ dell’Europarlamento per ascoltare la loro visione delle cose.

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