SCENARI

Bitcoin, fine dei giochi? La Bce: “Verso la strada dell’irrilevanza”

Dal picco storico alla soglia dei 70mila dollari ad un valore che si è stabilizzato per mesi intorno ai 20mila per poi scendere al di sotto dei 16mila. “La moneta virtuale mai usata per transazioni legali e non adatta nemmeno come investimento”. Per il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco “è come scommettere al casinò, servono regole”. L’Esma allerta sul contagio a catena in Europa a seguito del fallimento di Ftx anche se “i criptoattivi sono meno dell’1% della capitalizzazione di mercato”

Pubblicato il 01 Dic 2022

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La Bce abbandona i toni felpati e si lancia all’attacco dei crypto-asset. Con una previsione destinata a far discutere: i bitcoin potrebbero essere ormai diretti verso la “strada dell’irrilevanza”. A sollevare il caso è un articolo pubblicato sul blog della Banca centrale europea e scritto a quattro mani da Ulrich Bindseil e Juergen Schaaf – il primo direttore generale della divisione Infrastruttura di mercato e pagamenti, il secondo un advisor della stessa -, i quali affermano infatti che “il valore del bitcoin ha raggiunto un picco di 69.000 dollari nel novembre 2021, per poi scendere a 17.000 dollari a metà giugno 2022. Da allora, il valore ha oscillato intorno ai 20.000 dollari. Per i sostenitori del bitcoin, questa apparente stabilizzazione rappresenta una pausa sulla strada verso nuove vette: più probabilmente, però, si tratta di un ultimo sussulto indotto artificialmente prima di imboccare la strada dell’irrilevanza, come era già prevedibile prima che Ftx fallisse e facesse scendere il prezzo del bitcoin ben al di sotto dei 16.000 dollari”.

Un mezzo di pagamento “discutibile”

Bindseil e Schaaf aggiungono che “il design concettuale e le carenze tecnologiche del bitcoin lo rendono discutibile come mezzo di pagamento: le transazioni reali in bitcoin sono macchinose, lente e costose. Il bitcoin non è mai stato utilizzato in misura significativa per transazioni legali nel mondo reale”. Sottolineano inoltre che “il bitcoin non è adatto nemmeno come investimento”, poiché “non genera flussi di cassa (come gli immobili) o dividendi (come le azioni), non può essere utilizzato in modo produttivo (come le materie prime) o fornire benefici sociali (come l’oro). La valutazione di mercato del bitcoin si basa quindi sulla pura speculazione”.

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Visco: “Una scommessa priva di valore”

Intervenendo sul tema, nei giorni scorsi il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, aveva spiegato che “il bitcoin è una scommessa priva di valore intrinseco, chi ha piacere di giocare può farlo, ma anche i casinò devono rispettare regole di sicurezza e correttezza, altrimenti si rischiano fallimenti tipo Ftx, che aveva cento società e nessun governo societario”. “In Europa – aveva aggiunto – stiamo procedendo su un percorso segnato da tempo e dobbiamo accelerare. La regolamentazione Micar (Market in cripto-asset resolution) è in corso di adozione e partirà in primavera. Ma serve una risposta anche dagli Usa, dove c’è più resistenza”.

“Di fronte a delle attività che non hanno valore – aveva puntualizzato Visco nel suo intervento – è difficile dire: le sorvegliamo. Non possiamo sorvegliare le scommesse, solo i Parlamenti le possono abolire, ma le possiamo regolare. Il bitcoin e le cripto attività non hanno valore intrinseco. Hanno valore solo perché ci possiamo investire, e poi magari possiamo utilizzarle per vari scopi, come riserva di valore o per trasferire fondi, quindi con tutti i rischi tradizionali: dal riciclaggio al fatto che vengano utilizzate a fini delittuosi. E’ come le scommesse che si fanno al casinò”. Tuttavia, prosegue, “anche nel mondo digitale bisogna che il casinò segua una serie di regole: deve essere trasparente, non ci devono essere imbrogli, deve essere chiaro a chi partecipa quali sono i rischi e quali sono i possibili benefici. La Micar ne tiene conto. E siamo al lavoro su questo con Consob e Mef“.

L’importanza di tutelare chi investe

Il processo appare “un po’ lento, ma tutti i processi su regole del gioco comunitario richiedono scambi e valutazioni – aveva quindi aggiunto Visco -. Il mondo cambia rapidamente e dove non ci sono regole possono emergere novità molto rischiose. Non è detto che saremo sempre in grado di stare sempre dietro a tutto. Per questo gli strumenti normativi da soli non bastano, serve la capacità di osservare e mettere in guardia. Dobbiamo garantire che sia tutelato chi investe in questi strumenti, in particolare i giovani che devono avere chiaro quali rischi prendono con i loro investimenti. L’educazione finanziaria – aveva concluso Visco – è in ritardo, ma stiamo facendo il massimo anche su questo fronte”.

Dopo Ftx rischio contagio nell’Ue, ma il peso delle crypto è limitato

Audito dalla commissione Affari economici (Econ) del Parlamento europeo sul fallimento dell’azienda per lo scambio di criptovalute Ftx e le implicazioni per l’Ue, intanto, Steffen Kern, responsabile dell’analisi dei rischi presso dell’Autorità di regolamentazione e vigilanza dei mercati finanziari dell’Ue (Esma), ha spiegato che “nell’Ue c’è un potenziale contagio derivante dall’episodio Ftx, a causa magari di altre società che hanno un business model non solido. I criptoattivi però sono meno dell’1% della capitalizzazione di mercato, e dal punto di vista comparativo questa attività è rimasta piuttosto limitata. I criptoattivi presentano un forte rischio di mercato: il bitcoin è sceso di due terzi dall’inizio dell’anno, ci sono rischi di liquidità e rischi per gli investitori di non poter accedere agli attivi. C’è un marketing molto aggressivo e gli investitori possono essere indotti a investire senza la consapevolezza dei rischi”.

E Binance sbarca in Giappone

Intanto una notizia di cronaca sul fronte degli excghange: Binance, maggior piattaforma globale, ha annunciato di aver ottenuto la sua prima licenza in Asia orientale acquisendo l’omologa giapponese ufficialmente riconosciuta Sakura Exchange BitCoin, per una somma non rivelata. “Il mercato giapponese giocherà un ruolo chiave nel futuro dell’adozione delle criptovalute”, ha commentato in un comunicato stampa Takeshi Chino, capo di Binance Giappone. Binance aveva già provato alcuni anni fa ad espandersi in Giappone, ma all’epoca dovette rinunciare a causa dei requisiti delle autorità di regolamentazione locali.

Il Giappone ha inasprito le norme sulle transazioni in valute virtuali dopo essere stato scosso nel 2014 dal crollo dell’exchange di BitCoin Mt. Gox di Tokyo come conseguenza di un hackeraggio. La piattaforma Binance fa notizia da alcune settimane, accusata da alcuni di essere responsabile del clamoroso fallimento di questo mese della rivale Ftx. Il capo sino-canadese di Binance, Changpeng Zhao, aveva annunciato su Twitter la sua intenzione di scaricare i token Ftt emessi da Ftx, poi ha promesso di acquistare la società in difficoltà, prima di cambiare idea.

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