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CRIPTOVALUTE

Bitcoin risale oltre i 10mila dollari, a luglio atteso nuovo record. Crisi alle spalle?

Per Fundstrat Global Advisors la valuta digitale toccherà addirittura i 125.000 dollari nel 2022. Solo pochi giorni fa Jp Morgan pubblicava un report di segno opposto, ma ammetteva: “Le criptovalute non scompariranno”

16 Feb 2018

Patrizia Licata

giornalista

La crisi del bitcoin sembra finita: la valuta virtuale più famosa, che ha subito un crollo del valore da metà dicembre (-70% rispetto al massimo storico di 16.000 dollari), è tornata oltre i 10.000 dollari sulla borsa lussemburghese Bitstamp e ora gli analisti sono pronti a scommettere in un nuovo boom: Thomas Lee, managing partner di Fundstrat Global Advisors, prevede un rialzo sostenuto nei prossimi mesi, con un nuovo record a luglio. La stima, osserva l’agenzia Reuters, si basa sull’andamento della criptovaluta dal 2010 a oggi.

Le fluttuazioni del bitcoin degli ultimi due mesi sono state determinate da una serie di notizie “negative” che hanno spinto molti investitori a liberarsi della moneta virtuale. In particolare gennaio è stato il mese peggiore degli ultimi tre anni a causa del giro di vite regolatorio annunciato da diversi governi. La Cina ha messo nel mirino siti web e app che offrono servizi simili a piattaforme di scambi di criptovalute, mentre la Corea del Sud, il terzo mercato mondiale per le criptovalute, ha annunciato una legge per proibire gli scambi sui mercati nazionali. A inizio febbraio, un altro colpo alle quotazioni del bitcoin (e di altre criptovalute) è stato inferto dalle indiscrezioni di stampa secondo cui i vertici della Sec, l’organo di vigilanza delle Borsa Usa, e della Commodity Futures Trading Commission vorrebbero chiedere al Congresso americano di prendere in considerazione l’ipotesi di un controllo a livello federale delle piattaforme per gli scambi di monete digitali. Anche l’attacco hacker al mercato di scambio di di Tokyo per criptovalute, Coincheck, ha mandato in crisi le quotazioni. In Italia, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan ha suggerito la necessità di regolare il sistema delle criptovalute per evitare lo scoppio di bolle.

A inizio settimana Jp Morgan ha pubblicato un corposo report in cui afferma che “è improbabile che le monete virtuali scompaiano completamente” e che “potrebbero sopravvivere in forme diverse tra soggetti che chiedono una maggiore decentralizzazione, reti peer to peer e anonimato” con un ruolo potenziale nella diversificazione del portafoglio azionario. Jp Morgan pensa però che il prezzo del bitcoin si dimezzerà fino a scendere a circa 4600 dollari – l’opposto di quanto prevede Thomas Lee di Fundstrat Global Advisors (non a caso definito “crypto bull” per le stime entusiastiche): Lee, riporta Bloomberg, pensa che il bitcoin varrà 125.000 dollari nel 2022 e l’intero mercato delle criptovalute sarà un business da 1.200 miliardi di dollari a fine 2018.

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