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MERCATO

Si apre l’era del trading ultra-veloce, così il bitcoin diventa grande

Coinbase aggiorna i sistemi di scambio. Entro la fine dell’anno via l’high-frequency trading: la piattaforma per le transazioni che garantisce prestazioni a bassissima latenza, come su Nasdaq e Wall Street. Obiettivo: attrarre i grandi investitori

16 Mag 2018

Patrizia Licata

giornalista

Coinbase, la piattaforma americana di scambio di bitcoin, rinnova i sistemi e apre una maxi sede nell’hub finanziario di Chicago per consentire il trading ultra-veloce e offrire nuovi servizi più sofisticati. L’iniziativa fa parte di una più ampia strategia volta ad attrarre sulla “borsa” della criptovalute grandi investitori istituzionali come gli hedge fund e gli high-frequency trader.

Coinbase è la start-up di San Francisco proprietaria di GDAX, uno dei mercati di scambio di criptovalute più grandi per volume di transazioni. L’azienda ha annunciato un aggiornamento della sua piattaforma che consentirà alle società finanziarie di far incontrare in tempo reale gli ordini per comprare e vendere attuando il cosiddetto high-frequency trading, già usato per esempio dal Nasdaq o a Wall Street, e che garantisce bassissima latenza. L’high-frequency trading è applicato nel 55% delle transazioni che avvengono negli Usa, riporta il Wall Street Journal; Coinbase sarà una delle prime borse di bitcoin ad implementarlo, ma non la prima: le transazioni ultra-veloci sono già attive sulla newyorkese Gemini.

Oltre al trading ultra-veloce, che sarà disponibile entro la fine dell’anno, Coinbase ha detto che permetterà agli investitori di portare i loro server — dove gli ordini di trading vengono eseguiti automaticamente — nel datacenter della nuova sede di Coinbase a Chicago secondo la pratica cosiddetta di co-location, un altro elemento, scrive oggi il Financial Times, che contribuirà alla rapidità delle transazioni condotte sulla piattforma. Coinbase cerca così di allinearsi alla dotazione infrastrutturale degli investitori istituzionali sui mercati finanziari globali dove i trader usano algoritmi avanzati, computer ultra-veloci e connessioni in banda ultra-larga per completare le transazioni finanziarie in frazioni di secondo. Anche la prassi di avvicinare fisicamente i server alla borsa di scambio è comune per ridurre i ritardi o latenza. La scelta di Coinbase di aprire una sede a Chicago non è casuale: la città dell’Illinois è diventata uno dei principali hub mondiali del trading elettronico.

Coinbase ha scambiato quasi 300 milioni di dollari in criptovalute nelle ultime 24 ore, secondo Coinmarketcap.com; le connessioni lente possono essere responsabili di gravi ritardi e costose interruzioni del trading nei periodi in cui gli scambi si intensificano, come già sperimentato dalla stessa GDAX o dalla borsa europea Bitstamp.

La società di San Francisco sta rilasciando diversi strumenti rivolti agli investitori istituzionali: in una nota ha spiegato che oltre 100 hedge fund nati negli ultimi mesi investono esclusivamente in criptovalute e che di recente alcune delle più grandi istituzioni finanziarie del mondo hanno annunciato i loro piani per iniziare a negoziare monete virtuali.  La piattaforma ha annunciato anche il lancio di Coinbase Custody, una soluzione di archiviazione crittografica sicura creata in collaborazione con un broker regolamentato dalla Sec e studiata appositamente per conservare miliardi di dollari in criptovalute. In arrivo c’è anche una nuova piattaforma che si rivolge a investitori istituzionali che hanno servizi come prestito e trading over-the-counter: garantirà quegli strumenti sofisticati per le transazioni finanziarie finora poco comuni sulle borse per valute virtuali. 

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