DIGITAL TRANSFORMATION

Banche, anche per gli assegni scatta l’ora digitale

Grazie alla nuova procedura della “check image truncation” è possibile sostituire gli originali cartacei con copie dematerializzate pienamente valide, riducendo i rischi operativi della lavorazione manuale

Pubblicato il 03 Set 2018

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La “digital transformation” investe anche il campo degli assegni, uno dei simboli “cartecei” dei passaggi di denaro. Grazie a una nuova procedura, la “Check image truncation”, è possibile trasformare gli assegni, una volta versati in banca, in documenti digitali che sostituiscono completamente quelli cartacei e hanno piena validità. Grazie a questo sistema, in vigore come unica procedure utilizzabile dalle banche per il pagamento degli assegni dal 9 luglio 2018, sarà possibile contenere i rischi operativi legati al suo scambio materiale e lavorazione manuale.

“La Cit – spiega Abi in una nota – non incide sulle modalità di utilizzo e versamento degli assegni da parte dei clienti: l’emissione e la circolazione degli assegni rimangono infatti in forma cartacea, e il versamento avviene presso gli sportelli delle agenzie o presso gli Atm multifunzione come previsto da ciascuna banca.

In una sorta di vademecum per accompagnare gli utenti all’utilizzo sicuro degli assegni, Abi indica quattro regole fondamentali a cui attenersi: compilare l’assegno in tutti i suoi elementi obbligatori: in mancanza anche soltanto di uno di questi il sistema considererà irregolare l’assegno, che dovrà quindi essere riemesso.  Compilare l’assegno con una scrittura chiara e conservarlo con cura: se il sistema non dovesse infatti accettarlo perché danneggiato, l’assegno sarà sottoposto a un processo di lavorazione più lungo. Per gli assegni che non vengono pagati, le Banche rilasciano una sola copia cartacea conforme che può essere utilizzata dal cliente al posto dell’originale cartaceo. “È sempre bene diffidare di chi chiede di inviare la fotografia di un assegno per completare un acquisto, magari a distanza o sul web – conclude Abi – Gli assegni continuano a circolare in modalità cartacea e sono le banche a creare le immagini digitali. Spesso la richiesta di foto di assegni nasconde tentativi di truffa”.

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