PAGAMENTI DIGITALI

Commissioni Pos azzerate su acquisti fino a 15 euro: la svolta di Intesa Sanpaolo

Piano da 5 miliardi per le piccole imprese. Prende avvio anche il nuovo programma “Digitalizziamo” che punta a sviluppare le realtà imprenditoriali capaci di crescere e investire. E intanto Unicredit e Confindustria uniscono le forze per la trasformazione digitale delle imprese lombarde

10 Nov 2022

L. O.

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Sono circa 500mila le piccole e piccolissime imprese –  commercio, artigianato e piccoli alberghi – a cui è destinato il piano da 5 miliardi di Intesa Sanpaolo. L’iniziativa, battezzata CresciBusiness, prevede interventi per  liquidità e finanziamenti garantiti, azzeramento per un anno delle commissioni sui micropagamenti tramite Pos in negozio fino a 15 euro, gratuità per un anno del canone dei Pos e delle carte di credito commercial, agevolazioni sui prodotti di copertura assicurativa e noleggio di beni strumentali per contenere i costi operativi. Prende avvio inoltre il nuovo programma “Digitalizziamo” che punta a sviluppare le realtà imprenditoriali capaci di crescere e investire in ambito digitale anche nei periodi più complessi di questo biennio.

E anche Unicredit e Confindustria uniscono le forze per la trasformazione digitale delle imprese lombarde. L’accordo prevede l’utilizzo dell'”assessment di maturità digitale” come strumento per mappare la maturità digitale delle dimensioni e dei processi di qualsiasi azienda e di ogni settore.

Intesa: la mappa delle aziende beneficiarie

La platea delle aziende beneficiarie del piano di Intesa Sanpaolo – tutte con un fatturato fino a 2,5 milioni – rappresentano, si legge nella nota dell’istituto, “la fascia della nostra imprenditoria più numerosa e più esposta ai rincari dell’energia, delle materie prime e dagli effetti della crisi internazionale. Il rischio per questo segmento di aziende, costituito in prevalenza dalle attività di settore terziario, è la drastica riduzione di ricavi a fronte dell’impennata dei costi”.

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In Italia le imprese con meno di dieci addetti sono più di 4 milioni, il 95% del totale delle imprese industriali e dei servizi. Impiegano circa 7,3 milioni di addetti, il 43,8% del totale. E’ la classe dimensionale di maggiore rilevanza in Italia. Nel 2020 hanno registrato un fatturato pari a 658 miliardi di euro (23,5% del totale) e un valore aggiunto che ha sfiorato i 200 miliardi (26,8%). Si tratta di un fenomeno soprattutto italiano e un fattore competitivo cruciale per le filiere attive in Italia. Il ruolo di queste imprese è rilevante in tutti i settori economici italiani, con punte dell’80% nei servizi alla persona (sul totale degli addetti nel settore), del 62% nel turismo e del 55% nel commercio.

Valore aggiunto e risposte alla crisi energetica

E’ buona la capacità delle micro imprese italiane di creare valore, grazie a un ottimo posizionamento in termini di qualità e flessibilità. Ma la loro propensione a investire è bassa e pari alla metà della percentuale osservata tra le imprese con almeno 250 addetti (2% del fatturato vs il 4,1%), con ricadute negative sull’attività di innovazione e di digitalizzazione.

Rispetto alla crisi energetica è alta l’attenzione all’efficienza produttiva, ma è ancora basso il ricorso alle rinnovabili. In prospettiva, resteranno prioritari gli interventi su digitale, innovazione e transizione green. Solo così, l’economia italiana e le micro imprese in particolare, superate le criticità attuali, potranno tornare a crescere.

L’iniziativa CresciBusiness interviene in maniera anche sul fronte dei pagamenti, con un pacchetto di agevolazioni molto ampio. In primo piano anche le soluzioni di finanziamento per coprire i costi energetici con crediti agevolati e a garanzia pubblica fino a 36 mesi, con 1 anno di preammortamento, oltre alla possibilità di richiedere la sospensione della quota capitale dei finanziamenti in essere.

Via al programma “Digitalizziamo”

Il programma punta a sviluppare le realtà imprenditoriali capaci di crescere e investire in ambito digitale anche nei periodi più complessi di questo biennio. Grazie al supporto dei partner Deloitte, Cerved, Alkemy e Nexi le aziende che parteciperanno al programma verranno inserite in un percorso di visibilità e valorizzazione, che comprende l’offerta di servizi evoluti e formazione.

Finanziamenti agevolati per i settori strategici

Attivate inoltre varie linee di finanziamento a condizioni agevolate per settori strategici (Crescita Commercio e Turismo, Crescita Artigianato) e per promuovere gli investimenti verso obiettivi digitali grazie ai D-Loan e Esg-Loan,al fine di incrementare lo sviluppo dei pagamenti elettronici, accelerare i processi di trasformazione digitale e rendere più efficiente il livello di business delle piccole imprese. Proposta poi alle piccole aziende una forma innovativa e sostenibile di acquisizione dei beni strumentali, attraverso il noleggio operativo.

Una attenzione specifica viene riservata alle imprese del settore turistico-alberghiero con linee di finanziamento a condizioni agevolate, i Suite Loan Turismo, ideati per incentivare la riqualificazione delle infrastrutture alberghiere. Le strutture turistiche e alberghiere potranno inoltre noleggiare anziché acquistare beni strumentali, arredi e complementi.

Obiettivo la tenuta sociale ed economica del Paese

“Il piano aggiunge un nuovo pilastro agli interventi che Intesa Sanpaolo ha attivato a sostegno dell’economia e della popolazione italiana: 35 miliardi complessivi in favore di famiglie, imprese, commercianti, albergatori ed artigiani – spiega Stefano Barrese, responsabile divisione Banca dei Territori Intesa Sanpaolo –. Le recenti conferme sulla tenuta del nostro sistema produttivo non nascondono le difficoltà di buona parte del tessuto socio-economico. Il nostro Gruppo non ha mai perso di vista l’importanza della tenuta sociale ed economica del paese, che dal 2020 ad oggi abbiamo sostenuto con oltre 11 miliardi di euro di erogazioni ai settori del turismo, del commercio e dell’artigianato”.

La spinta innovativa di UniCredit e Confindustria

Sprint alla digital transformation delle imprese anche da UniCredit e Digital Innovation Hub Lombardia, rete di Confindustria, che siglano un accordo per sostenere i percorsi di innovazione delle aziende lombarde. In particolare, con lo scopo di elaborare piani di trasformazione digitale personalizzati per singole aziende attraverso l’utilizzo dell'”assessment di maturità digitale“.

Lo strumento, sviluppato da Politecnico di Milano e Assoconsult e adottato dalla rete dei Dih di Confindustria, consente di mappare la maturità digitale delle dimensioni e dei processi di qualsiasi azienda e di ogni settore, evidenziando le aree che, in coerenza con la strategia dell’azienda, richiedono azioni di sviluppo.

I benefici per le aziende sono rappresentati da una valutazione dell’impatto della gestione dell’innovazione nella performance economica dell’azienda e dall’individuazione delle aree di miglioramento al fine di incrementare la propria competitività. UniCredit e Digital Innovation Hub Lombardia individueranno un gruppo di imprese lombarde a cui sottoporre lo specifico assessment e verificare, a seguito dei risultati della sperimentazione, l’attività di supporto alle imprese, sia in termini di sviluppo digitale che di supporto finanziario, eventualmente necessario a tali politiche di sviluppo aziendale.

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