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L’INTERVISTA

Ferrero: “Il segreto di MyBank? Il cliente al centro dell’innovazione”

Il Ceo di Preta: “La nostra soluzione sui bonifici istantanei e non revocabili per i pagamenti online continua a crescere, anche in ambito PA. Non c’è solo tecnologia, ma attenzione alle esigenze dei singoli. E per il futuro siamo incuriositi dalla blockchain”

22 Mag 2018

Antonello Salerno

Nel successo di MyBank l’innovazione tecnologica ha un ruolo centrale, ma non è tutto. Prima che una soluzione che sfrutta tecnologie all’avanguardia, infatti, MyBank è l’intuizione di portare l’online banking in ogni situazione in cui possa tornare utile al correntista: che si tratti di acquisti online, di contratti smart o di accertare l’identità digitale. Questo senza registrazioni ulteriori e senza che ci sia bisogno di memorizzare nuove credenziali, usufruendo di tutte le funzionalità di sicurezza a disposizione di chi gestisce il proprio conto via Internet. Superando quindi, ogni volta che si rivelerà utile, la logica delle carte di pagamento, e potendo emettere bonifici istantanei e non revocabili – caratteristica particolarmente utile anche per  gli esercenti – al momento dell’acquisto, senza limiti di plafond. Per mettere in mostra la propria offerta al suo mondo di riferimento MyBank parteciperà il 30 e 31 maggio a Netcomm, il principale evento su scala nazionale dedicato all’e-commerce e al digital retail. Giorgio Ferrero, Ceo di Preta, la società a cui fa capo il brand MyBank, spiega  in un’intervista a CorCom come sta cambiando il mercato e quali prospettive si aprono per il futuro.

Ferrero, quali sono i fattori principali – culturali e tecnologici – che hanno contribuito a sbloccare il settore dei pagamenti digitali, che fino a pochi anni fa era circondato dalla diffidenza degli utenti e spesso anche degli addetti ai lavori?   

Da una parte c’è la spinta della tecnologia, che anche quando non è tremendamente innovativa in termini di ICT riesce però a rivoluzionare la user experience: un esempio su tutti possono essere quelle soluzioni basate sulla tecnologia NFC nota già da più di 15 anni. Nel tempo si è inoltre assestato il versante regolamentare, che stabilisce i cardini per trovare il giusto punto di equilibrio tra sicurezza, convenienza e praticità. Aggiungerei che i millennial stanno svolgendo il loro ruolo di grandi influencer, mentre si stanno facendo largo sul mercato i metodi di pagamento non necessariamente basati sulle carte di credito. Così ad esempio fare leva sul bonifico immediato Sepa è un fattore di cambiamento e anche di serenità per le persone, che trovano più “rassicurante” questa modalità di pagamento. Registriamo un incremento significativo dei bonifici nelle transazioni Web, che possono contare su una sempre più spinta semplificazione dei processi di accesso: il pagamento sta sempre più diventando un touch point sul sito del creditore, una parte integrata nell’offerta del merchant.

MyBank nasce nel 2013 come startup e in cinque anni diventa un servizio su scala internazionale con transazioni giornaliere ormai a 11 milioni di euro: Qual è il segreto di questa crescita?

Siamo soddisfatti dei tassi di crescita da ogni punto di vista, dal valore del transato a quello del numero di merchant aderenti. Nel 2017 abbiamo registrato una forte accelerazione, che sembra confermata anche dai dati dei primi mesi del 2018. La scelta vincente finora è stata quella di voler legare a un’esperienza d’uso tradizionale come l’online banking con l’innovazione di un protocollo di sicurezza che consente il ridirezionamento da un sito web di un creditore a quello della propria banca, senza necessità di rilasciare i propri dati sensibili a nessuna terza parte. In questo modo MyBank trasforma l’online banking da una soluzione “banco-centrica” a una soluzione “cliente-centrica”, dove la banca arriva dall’utente nel momento in cui lui ne ha bisogno. In più il servizio non è pensato soltanto per i pagamenti, ma è un touch point versatile per mandati elettronici, stipula digitale di contratti che non hanno bisogno di firma fisica grazie alla strong authentication dell’online banking. E poi la semplificazione nell’accesso: tutte le soluzioni di pagamento richiedono una registrazione, mentre MyBank viene offerta dalle banche come una funzionalità aggiuntiva che non richiede nuove credenziali. Per il venditore invece la convenienza sta nella conferma immediata dell’esecuzione del pagamento, che è irrevocabile, ma anche la riconciliazione automatica al 100% che MyBank offre.

Con la crescita di MyBank non si rischia di distruggere altri business, o di andare a “intaccare” la riserva di caccia delle carte di credito?

Noi abbiamo detto fin dall’inizio che MyBank è complementare, non uno strumento di cannibalizzazione del mondo delle carte. Mi consente di operare, ad esempio, senza incidere sul plafond della carta che utilizzo maggiormente nel mondo fisico. Inoltre i business e i merchant che utilizzano MyBank vedono il loro ticket medio salire, perché “catturano”  anche le persone che non utilizzerebbero le carte per comprare online. Non c’è distruzione di altre linee di business, ma la digitalizzazione di aree di mercato che altrimenti non sarebbero digitalizzate. Il nostro touch point si rivolge a nuove aree e nuovi profili di cliente che non erano finora propensi agli acquisti sul web. D’altra parte, ci sono aziende anche nel mondo delle carte che utilizzano MyBank per verificare l’identità dei propri clienti!

A che punto del suo processo di maturazione è arrivata la vostra offerta? Quali sono i principali obiettivi, anche tecnologici, su cui state lavorando per il medio termine?

Ci stiamo concentrando sul miglioramento e l’estensione dell’utilizzo di MyBank in ogni situazione, aumentando i casi d’uso anche al di là dell’online. Guardiamo inoltre con interesse l’evoluzione tecnologica. Alcuni nostri partner, ad esempio, utilizzeranno tecnologie blockchain, e così ci stiamo avventurando a studiare questo sentiero: immagino che potremmo trarne dei forti benefici. La blockchain non può che portare valore in termini di efficacia e di efficienza al nostro servizio: per ora stiamo lavorando su un paio di progetti pilota.

Quali sono i suggerimenti più interessanti che vi sono arrivati dalle banche partner e – se ce ne sono – dagli utenti finali del servizio?

Dagli utenti finali ci arrivano molte domande, soprattutto riferite ai tempi di adesione delle loro banche. Dal punto di vista dei creditori e delle aree di business cerchiamo di valorizzare la massimo la nostra flessibilità operativa che ci consente di adattarci al metabolismo aziendale dei vari settori merceologici. Quanto alle banche,le richieste che ci arrivano sono generalmente ispirate alla necessità di impattare il meno possibile sui loro sistemi Ict, che le innovazioni siano per quanto possibile “leggere”.

Come si sta muovendo la PA nel campo dei pagamenti digitali, e qual è – e può essere in prospettiva – il ruolo di MyBank in questo processo?

Su questo settore abbiamo lavorato intensamente con Agid  e con il team per la trasformazione digitale a partire dal 2013, e nel 2014 la piattaforma PagoPa ha incamerato al proprio interno le specifiche e le funzionalità di MyBank e permette a cittadini e imprese non solo italiani di effettuare transazioni nell’area Sepa.  Il mondo della PA sta progressivamente aumentando le transazioni: il valore di MyBank su pagoPa sono più che raddoppiati nei primi tre mesi dell’anno rispetto al precedente, e i margini di crescita rimangono significativi. Di fatto ci aspettiamo una crescita maggiore nel contesto del PagoPA perchè cittadini ed imprese ci dicono che la comodità di pagare la PA con MyBank è unica. A tal fine rimangono due grandi punti di attenzione:  chetutte le banche completino rapidamente la fase ”amministrativa” di adesione a pagoPA e che quest’ultimo assicuri un’interfaccia utente coerente all’esperienza d’uso che le persone fisiche e giuridiche hanno quando operano sul web, anche a fronte dell’utilizzo di MyBank

Il 30 e 31 maggio parteciperete a Netcomm, allo stand C6. Quale sarà il fil rouge della vostra presenza?  

L’obiettivo è di dialogare con ogni comparto di business per far percepire che utilizzare MyBank vuol dire incremento dei ticket medi e incremento del fatturato. Anche a livello cross border succede in tutti i campi dal turismo alla moda, dalle assicurazioni alla Pubblica amministrazione. Questo è il nostro messaggio chiave, e ritengo importante che il nostro brand sia presente e visibile in queste occasioni di confronto con tutti i settori dell’economia.

Antonello Salerno

Professionista dal 2000, dopo la laurea in Filologia italiana e il biennio 1998-2000 all'Ifg di Urbino. Ho iniziato a Italia Radio (gruppo Espresso-La Repubblica). Poi a ilNuovo.it, tra i primi quotidiani online nati in Italia, e a seguire da caposervizio in un'agenzia di stampa romana. Dopo 10 anni da ufficio stampa istituzionale sono tornato a scrivere, su CorCom, nel 2013. Mi muovo su tutti i campi dell'economia digitale, con un occhio di riguardo per cybersecurity, copyright-pirateria online e industria 4.0.

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