Pagamenti digitali a 145 miliardi, +23% da inizio anno. Polimi: “Effetto Cashback” - CorCom

I REPORT

Pagamenti digitali a 145 miliardi, +23% da inizio anno. Polimi: “Effetto Cashback”

In Italia forte aumento delle transazioni elettroniche che nel primo semestre crescono del 41% per un controvalore di 3,2 miliardi. Volano quelle via smartphone: +108%. A livello mondiale, stima Capgemini, entro il 2025 pagamenti istantanei ed e-money rappresenteranno più del 25% delle transazioni non-cash

08 Ott 2021

Mila Fiordalisi

Direttore

Il Piano Cashback ha impattato, e non poco, sulla diffusione dei pagamenti digitali in Italia. È quanto emerge dalle rilevazioni dell’Osservatorio Innovative Payments della School of Management del Politecnico di Milano relative al primo semestre 2021. I pagamenti digitali hanno registrato nei primi sei mesi dell’anno una crescita del +23%, raggiungendo i 145,6 miliardi di euro, andando più che compensare il calo verificatosi nel 2020.

I pagamenti contactless a + 66%. Transazioni da smartphone a +108%

I pagamenti in modalità contactless superano i 52 miliardi (+66% sul 2020) e raddoppia anche il valore del transato da smartphone: 2,7 miliardi pari a una crescita del 108%. Il numero di transazioni digitali fa segnare un aumento ancor più deciso di quello a valore, passando dai 2,3 miliardi del 2020 ai 3,2 del primo semestre 2021 (+41%). Lo scontrino medio, soprattutto grazie agli incentivi del Cashback scende di oltre l’11% in un anno, con un calo netto di circa 6 euro (da 51,7 a 45,7 euro).

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“Nonostante il contante rappresenti ancora il mezzo di pagamento maggiormente utilizzato, la crescita del numero di transazioni digitali in Italia è senza dubbio un segnale positivo, soprattutto a fronte dell’emergenza sanitaria che ha comportato un crollo generale dei consumi: i trend passati, infatti, evidenziano come la maggior parte dei consumatori che utilizza questi strumenti per un certo periodo di tempo, poi continua a farlo anche in futuro”, commenta Alessandro Perego, Responsabile Scientifico degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. “In parallelo, anche i prelievi di contante decrescono del 3% in termini di operazioni e del 6% in termini di euro prelevati. Rispetto al primo semestre 2019, il calo è addirittura del 25% e 20%, rispettivamente per operazioni ed euro prelevati. Un fenomeno che si spiega anche con il fatto che le misure di Cashback e Super Cashback hanno spinto molti cittadini italiani a fare transazioni anche di piccolo importo con la carta”.

I numeri del Cashback nella prima metà dell’anno dimostrano una discreta adesione (di poco inferiore ai 9 milioni di cittadini, circa il 18% della popolazione maggiorenne) ma una più che apprezzabile penetrazione all’interno di chi ha preso parte all’iniziativa, evidenzia il report: sono stati infatti oltre 6,1 milioni gli italiani che hanno raggiunto la soglia delle 50 transazioni (il 12% della popolazione over 18) per un rimborso massimo di 150 euro.

“Guardando a questi numeri semestrali, possiamo ritenere che gli incentivi promossi dal Governo (il Cashback, il Super Cashback e la Lotteria degli scontrini) abbiano avuto un effetto positivo sui pagamenti digitali, stimolando anche i consumi”, evidenzia Valeria Portale, Direttore dell’Osservatorio Innovative Payments. “La partecipazione all’iniziativa Cashback ha totalizzato oltre 750 milioni di operazioni effettuate, pari a oltre il 24% delle transazioni con carta del semestre. Questo significa che gli utenti che hanno aderito hanno utilizzato la carta più frequentemente della media e per importi ridotti. Per le casse dello Stato, l’iniziativa ha avuto un costo al di sotto del miliardo di euro: resta però ancora da capire se ha consentito di far emergere il nero e se ha effettivamente cambiato le abitudini degli italiani. Ci auspichiamo però che il piano di incentivi possa essere ripreso, al fine di coinvolgere un numero maggiore di cittadini e mantenere l’iniziativa attiva più a lungo, rendendo il pagamento digitale la nuova normalità”.

Le stime di Capgemini al 2025

Entro il 2025 i pagamenti istantanei ed e-money rappresenteranno più del 25% delle transazioni globali non-cash, in aumento rispetto al 14,5% del 2020: questa la stima messa nero su bianco da Capgemini nel “World Payments Report 2021”.

Quasi il 45% dei consumatori – emerge dal report – utilizza frequentemente i wallet sui dispositivi mobili per effettuare pagamenti (oltre 20 transazioni all’anno), in aumento rispetto al 23% registrato dall’indagine del 2020. Seguendo la stessa tendenza, anche le transazioni globali non-cash in ambito B2B aumenteranno avvicinandosi ai 200 miliardi entro il 2025.

La volata anche grazie alle criptovalute

Con il rimbalzo dei consumi stimato per il 2021, le transazioni non-cash aumenteranno, trainate da pagamenti istantanei, e-money e metodi di pagamento di nuova generazione come Buy Now Pay Later, criptovalute e pagamenti invisibili e biometrici.

Le transazioni non-cash a livello globale torneranno a una crescita del tasso composto di crescita annuale del 18,6% sulla spinta dei pagamenti di nuova generazione (previsioni 2020-2025), raggiungendo un volume di 1,8 trilioni entro la fine del periodo.

In Europa, oltre mezzo miliardo di cittadini dichiara che acquisterà beni o servizi online nel 2021 (compreso un 25,5% rappresentato da transazioni transfrontaliere),  e nella stessa area aumenteranno sia i pagamenti effettuati con dispositivi mobili che l’e-commerce transfrontaliero, con le transazioni che supereranno quota 400 miliardi nel 2025 a un Cagr del 13% (previsioni 2020-2025). Circa il 55% dei dirigenti intervistati ha affermato che le loro priorità di investimento in ambito tecnologico riguardano proprio la modernizzazione dell’infrastruttura di pagamento, con interventi come implementazione di sistemi di pagamento in tempo reale, integrazione con Api, migrazione ISO 20022 e migrazione al cloud.

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