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IL SERVIZIO

Satispay sbarca in PagoPA: via alla fase 2.0 dell’e-payment “pubblico”

La startup italiana di pagamenti via smartphone diventa prestatore di servizi della piattaforma nazionale. Portale (Polimi): “User experience facilitata valore aggiunto”

28 Nov 2017

Satispay entra in PagoPA. A brevissimo, quindi, gli utenti della startup potranno pagare le tasse direttamente dal proprio cellulare. PagoPA, che già a luglio aveva integrato PayPal, dimostra così di credere non solo nei pagamenti più convenzionali, ma anche nei servizi di pagamento più innovativi.

Scegliendo Satispay come Prestatore del Servizio di Pagamento tra quelli disponibili con PagoPA, l’utilizzatore dovrà inserire nella maschera online il proprio numero di cellulare, per poi confermare l’operazione direttamente sullo smartphone

“Alla sua nascita PagoPA era principalmente una soluzione orientata a semplificare la vita alle PA nell’integrare la fase di pagamento online, il passaggio dell’acquisto più complesso e con il maggior “tasso di abbandono” (insieme alla fase di identificazione). Oggi PagoPA, nella sua fase 2.0, si trasforma e vuole essere uno strumento utile per i cittadini, oltre che per le Pubbliche Amministrazioni – spiega Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Mobile Payment & Commerce del Politecnico di MilanoIn questa nuova fase le esigenze dei cittadini vengono messe al centro dell’attenzione della soluzione e la user experience è progettata in modo che sia ancor più facile e simile all’esperienza di un acquisto online a cui l’utente è abituato. L’integrazione di Satispay con PagoPA rientra, quindi, in un ampio disegno di integrazione di tutti i servizi di pagamento che l’utente utilizza abitualmente. Ci attendiamo, dunque, che altri servizi innovativi vengano integrati nella piattaforma di PagoPA nei prossimi mesi”.

La startup Satispay ha lavorato nel solco creato dal legislatore cheaveva ampliato il comma 1 dell’articolo 5 del Cad aggiungendo l’obbligo per le PA di accettare, attraverso la piattaforma PagoPA, i micro-pagamenti basati sull’uso del credito telefonico.

“La soluzione di Satispay, non basata sul credito telefonico, ma bensì su fondi trasferiti dal proprio conto corrente, ha infatti anticipato anche gli operatori telefonici che – in attesa di un Decreto di Regole Tecniche mai arrivato – non hanno lanciato ancora dei servizi. Dal punto di vista della proposizione, si rileva una offerta molto competitiva rispetto alla maggior parte dei PSP aderenti al sistema: per il 2017, Satispay non applicherà commissioni sulle transazioni e per il 2018 prevede commissioni di soli 0,20 euro a transazione per i pagamenti superiori a 10 euro”, sottolinea Irene De Piccoli, responsabile ricerca pagamenti verso la PA dell’Osservatorio eGovernment.

Per le due esperte il successo di PagoPA verrà determinato innanzitutto dalle PA che dovranno comprenderne realmente il valore – non solo l’obbligo – sostenendo i necessari cambiamenti organizzativi, di processo e tecnologici, nonché dai cittadini che dovranno dimostrare di apprezzarlo con un elevato utilizzo.

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