LO SCENARIO

Fintech in grande spolvero, mercato globale da 143 miliardi. La (rin)corsa dell’Italia

Crescita esponenziale: il valore del transato ammonta quasi a 6mila miliardi ed è destinato a toccare la soglia dei 9.500 nel 2025. Trainano le soluzioni di personal finance e digital payments. L’analisi di Border Growth Capital: ecosistema italiano a grande potenziale ma ancora acerbo. Sbarca nel nostro Paese iBanFirst per pagamenti digitali a misura di Pmi

24 Mar 2022

L. O.

fintech

Continua la sua corsa il mercato dei servizi Fintech che nel 2021 registra un fatturato totale di 143 miliardi e una raccolta di investimenti per 121,5 miliardi. Una rapida espansione trainata dai segmenti Personal Finance e Digital Payments, per i quali è attesa una crescita del 14% tra il 2020 e il 2025. Fintech particolarmente rilevante anche in Italia: è il primo settore per ammontare raccolto, con round di investimenti milionari. Emerge dall’analisi di Cross Border Growth Capital secondo cui da inizio 2022 in Italia sono già sei i round con size maggiore di 1 milione, tra cui quelli di Scalapay (188,1 milioni) e Moneyfarm (53 milioni).

Il valore dei Digital Payments

In particolare, nel 2021, il mercato dei Digital Payments ha registrato un valore di transato per un totale di 5.921,5 miliardi di euro e secondo la ricerca raggiungerà i 9.318,5 miliardi nel 2025. I pagamenti peer-to-peer (senza sottostanti transazioni commerciali) ammontano a 1.964 miliardi nel 2021 e si prevede raggiungano i 9.259 miliardi nel 2030.

WHITEPAPER
Pagamenti digitali: la sfida si contende sul campo dell’Intelligenza Artificiale
Pagamenti Digitali
Digital Payment

Il panorama delle startup italiane

Sono le startup Fintech ad aver chiuso i più grandi round italiani del 2021: basti citare Soldo (153 milioni), Scalapay (132 milioni) e Satispay (93 milioni). Ottimo anche l’inizio del 2022. Sono sei i round con size maggiore di 1 milione nei primi due mesi del nuovo anno: le sei startup hanno raccolto più di 255 milioni, guidate dal Serie B da 188,1 milioni di Scalapay di fine febbraio e il Serie D di Moneyfarm da 53 milioni a fine gennaio.

“L’Italia presenta un ecosistema FinTech a grande potenziale per quanto ancora parzialmente acerbo – commenta Andrea Casati, Vp di Growth Capital -. I dati che abbiamo raccolto ci mostrano però tre direzioni di crescita e innovazione per trainare in avanti il settore: prelievi e versamenti, pagamenti digitali, e servizi bancari digitali”.

Prelievi e versamenti e bonifici in Italia

Prelievi di contante per un valore di 202 miliardi di euro, un totale di 1.011 milioni di operazioni Atm effettuate, valore medio di 200 euro a operazione. Questi i numeri che, al 2019 (ultimo anno utile per attendibilità dei dati a causa del seguente periodo di restrizioni da Coronavirus), contraddistinguono l’Italia dei prelievi allo sportello automatico. Cifre elevate, che si contrappongono al costante calo delle filiali bancarie e Atm stessi, che, dal 2015 al 2020, sono passati da 43.349 a 40.462.

Tale riduzione, sottolinea Growth Capital, rappresenta un’opportunità per i fornitori di servizi di prelievo e versamento presso punti alternativi (o merchant), opzione già conosciuta all’estero (come con ViaCash, in Germania) e che trova ora su territorio italiano i suoi first mover. Tra questi spicca PayDo, startup nata nel 2016 e che offre servizi di incasso e pagamento a supporto di Banche, Istituti di Pagamento e di Moneta Elettronica così come delle Corporate di tutta Europa e dei clienti privati. Grazie ai servizi di PayDo, l’utente può dunque avvalersi di spazi alternativi per effettuare in tutta sicurezza le usuali operazioni Atm.

I bonifici in Italia sono sempre di più ma di valore individuale minore (al 2020, 1.585 milioni di transazioni per un valore transato di 6.436 miliardi di euro). Al 2019, l’Italia si trovi verso il fondo classifica europea per numero di operazioni finanziarie attuate con mezzi alternativi al contante. La penisola si mostra però disomogenea, con le regioni del Centro-Nord allineate ai valori dei Paesi europei maggiormente virtuosi per transazioni smaterializzate.

Chi utilizza i servizi bancari digitali

In Italia il 51% della popolazione utilizza attivamente servizi Fintech e il 68% è identificato come conoscitore passivo, il doppio rispetto alle rilevazioni del 2015 (35%). Considerando la sola popolazione digitale (ovvero chi ha utilizzato internet durante gli ultimi 30 giorni), il dato di penetrazione del FinTech nel Belpaese si mostra invece particolarmente positivo, toccando l’87% e posizionando l’Italia come primo Paese in Europa.

“Tale dato è di fondamentale importanza per indirizzare le banche di stampo tradizionale nella competizione con le NeoBank, o banche online – spiega ancora Casati -. La partita del futuro si giocherà infatti sull’abilità di un servizio finanziario di attrarre un pubblico sempre più giovane e smart. E, verosimilmente, questo sceglierà sempre la soluzione più tech”. Ma il gap, conclude Casati, si avvertirà anche in ambito corporate: “Un lato della partita sarà giocato dal mondo business. Quindi le corporate, potenziali clienti di servizi offerti dalle banche tradizionali che potrebbero preferire soluzioni smart e digitali. E un servizio come quello offerto da PayDo ha la possibilità di attrarre sia il consumatore finale, che le aziende”.

Sbarca in Italia la fintech iBanFirst

La fintech iBanFirst annuncia l’ingresso nel mercato italiano con l’apertura di un ufficio a Milano. L’obiettivo è di espandere il proprio business attirando nuovi clienti attraverso l’assunzione di oltre 30 specialisti nel triennio 2022-2024. Fondata nel 2013 a Parigi, si legge in una nota, iBanFirst è un fornitore globale di servizi finanziari che offre alle Pmi soluzioni su misura per la gestione di incassi e pagamenti internazionali.

La società francese, con sede centrale in Belgio, ha sviluppato una piattaforma di core banking che consente di effettuare transazioni multivaluta veloci, sicure e convenienti. Grazie a questa tecnologia, i team finanziari delle Pmi italiane possono ora effettuare e ricevere pagamenti in oltre 30 valute prevenendo inoltre il rischio di cambio.

L’azienda ha stretto anche una partnership con Klarma Open Banking, rete europea di open banking, offrendo ai clienti modi innovativi di interagire con le loro finanze. “Combinando i vantaggi di una piattaforma di transazioni all’avanguardia a disposizione dei clienti con il supporto di un team locale esperto, vogliamo aiutare il maggior numero possibile di imprese in Italia a semplificare le loro operazioni quotidiane e ad accelerare i loro piani di crescita – dice Pierre-Antoine Dusoulier, Ceo e Founder di iBanFirst – “Per noi la digitalizzazione va di pari passo con l’expertise umana dei nostri specialisti e il rapporto con i clienti”.

Nel 2021 iBanFirst ha lanciato il suo Payment Tracker, servizio di tracciamento dei pagamenti in tempo reale che stabilisce nuovi standard di trasparenza per il settore. Si tratta di una interfaccia accessibile sulla piattaforma iBanFirst o tramite un’e-mail di invito. Sfrutta il servizio di tracciamento Swift gpi e altre fonti di dati sui pagamenti, compresi i dati della piattaforma stessa.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Articolo 1 di 3